Isola del Giglio, 25 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Significativi livelli di inquinamento causati da detersivi e tensioattivi'' sono stati rilevati nelle acque dell'Isola del Giglio. Lo afferma il dirigente dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), Alessandro Franchi. Le operazioni di bonifica dei rifiuti della Costa Concordia, infatti, "ancora non sono cominciate", denuncia Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente. Per bonifica di rifiuti non si intende lo svuotamento dei serbatoi, ma il recupero di tutti i rifiuti tra cui alimenti, detersivi, olii e i vari arredi della nave. In questi giorni i sommozzatori hanno raccontato che avvertono odori nauseabondi quando si immergono, e una volta giunti a riva si sottopongono a docce speciali per disinfettarsi. Su questo il commissario delegato all'emergenza Franco Gabrielli ha annunciato di aver pronta una lettera di diffida alla Costa Crociere per non aver ancora presentato il piano per il recupero dei rifiuti. Un piano che con il passare delle ore sembra sempre più urgente. ''Ho avuto un'interlocuzione con Costa in cui la società ha rappresentato difficoltà di tempistica, ma visto che vogliamo che le cose vengano fatte bene e celermente, perché ogni ora che passa è una compromissione, ho rafforzato la richiesta con una caratterizzazione imperativa'', ha sottolineato Gabrielli ricordando che ''al momento la priorità assoluta è la rimozione dell'elemento inquinante. Ora inizieranno le operazioni vere e proprie di pompaggio e saranno definite le questioni dei rifiuti, poi definiremo con Costa i tempi e le modalità di rimozione del relitto''. Per quanto riguarda il recupero del carburante, ''è realistico pensare di iniziare il pompaggio sabato'', ha detto Martijn Schuttevaer, portavoce della Smit Salvage. ''Stiamo effettuando delle ispezioni -ha spiegato il portavoce della società olandese - ci vorranno un paio di giorni per effettuare i fori'' sulle cisterne del relitto. Intanto continuano le operazioni di ricerca dopo lo stop imposto a causa del mare mosso e del vento forte. I palombari della Marina Militare questa mattina hanno fatto esplodere microcariche di esplosivo al ponte 3 per ampliare il varco e consentire così maggiore libertà di manovra ai sommozzatori impiegati per ispezionare la nave alla ricerca di altri corpi. Il bilancio infatti è di 16 vittime e 22 dispersi. "Pensare di trovare ancora qualcuno vivo sarebbe un miracolo", considerato "il tempo trascorso e le condizioni date", ha detto Gabrielli, che ha però aggiunto: "Continuiamo a ispezionare la nave". Mentre gli esperti del pool speciale delle forze dell'ordine sono molto vicine "all'identificazione delle ultime 6 persone recuperate".