Giglio, 14mila euro per ogni passeggero. Ufficiali: manovra errata colpa di Schettino
Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - Accordo raggiunto tra Costa Crociere e le associazioni nazionali dei consumatori per rimborsi pari a 3mila euro e risarcimenti per 11mila euro, per un totale di 14mila euro a passeggero. E' quanto si legge in una nota. La proposta non riguarda le famiglie delle vittime e i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l'indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui.
"Dopo una lunga e serrata trattativa si è conclusa stamane , con un accordo molto soddisfacente la fase della vertenza relativa ai rimborsi e risarcimenti per i passeggeri coinvolti - si afferma nel testo - E' un importante risultato che varrà e potrà coinvolgere, come noi auspichiamo i passeggeri con nazionalità di oltre sessanta paesi senza distinzione alcuna. Per la prima volta inoltre si è affrontato con soddisfazione e in termini extra-giudiziali una questione così rilevamte in cui vengono riconosciuti non solo i rimborsi e non solo i danni patrimoniali ma anche quelli per danno esistenziale".
L'accordo tra Costa Crociere e i consumatori riguarda il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali; il rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera; il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro; il rimborso di eventuali spese mediche sostenute; il rimborso delle spese sostenute durante la crociera. Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra, quanto eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate.
Su quanto è accaduto quella sera del 13 gennaio gli ufficiali in plancia con Francesco Schettino concordano su un punto essenziale: la colpa della manovra errata che ha portato all'impatto della nave con gli scogli è tutta del comandante. Anzi, qualcuno di loro lo aveva pure avvertito, ma lui non avrebbe ascoltato. E' quanto emerge, secondo quanto si apprende, dagli interrogatori a cui sono stati sottoposti l'altroieri quattro ufficiali della Costa Concordia (nella caserma dei Carabinieri di Grosseto) e dall'interrogatorio di oggi in Procura di Ciro Ambrosio, primo ufficiale e vicecomandante, l'unico indagato insieme a Schettino. Secondo quanto appreso, gli ufficiali hanno sottolineato come Schettino, a loro giudizio, ''sottovalutò a pieno la situazione''.
L'ufficiale Mario Pellegrini ha fatto mettere a verbale che lui e altri due colleghi erano ''concordi di dichiarare lo stato di emergenza generale, ma il comandante pareva non comprendere la gravità della situazione e insisteva a contattare Ferrarini''. Lo stesso Ambrosio, secondo quanto appreso, avrebbe ribadito ai magistrati che lui disse a Schettino di accostare a dritta, ma il comandante invece continuò la rotta, aumentando anche la velocità di due nodi. E vi sarebbero state negligenze e ritardi da parte del comandante - secondo la versione degli ufficiali - anche nell'annunciare l'abbandono nave; Schettino ''non voleva dare l'allarme del segnale generale come invece noi ufficiali volevamo'', dice a verbale il membro dell'equipaggio Andrea Bongiovanni. Comunque, viene spiegato in ambienti investigativi, la verità integrale verrà fuori quando sarà analizzata la scatola nera. ''Sono tranquillo - ha detto oggi il legale di Ambrosio, l'avvocato Salvatore Catalano - abbiamo armi per difenderci con onorabilità. Dimostreremo che il mio assistito non ha responsabilità nei fatti''.
In Procura stamane si è presentato nuovamente anche il capo della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, diventato famoso per la ormai celebre telefonata in cui intima a Schettino di tornare a bordo. Non sono stati spiegati i motivi della sua presenza in Procura, ma è verosimile che i magistrati vogliano approfondire alcuni aspetti delle sue testimonianze per ricostruire quanto accadde la sera del 13 gennaio.
Dal canto suo il commissario delegato all'emergenza al Giglio, Franco Gabrielli, ha fatto sapere che l'operazione di pompaggio del carburante dai serbatoi della Concordia potrebbe "slittare di qualche ora", quindi da domani a domenica. Lo scafo della nave in ogni caso al momento mostra stabilità, "non ci sono rischi che il relitto si muova". Quanto al costo complessivo dell'operazione di recupero e messa in sicurezza della nave, oltre che della ricerca dei dispersi, Gabrielli non si esprime: "Le emergenze costano, a costo zero non esistono, non si possono fare".
