Milano, 29 gen. - (Adnkronos/Ign) - Proteste, cittadinanza, tav, carceri. Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ospite di 'Che tempo che fa' fa il punto della situazione. Non nasconde i timori per le manifestazioni che stanno attraversando l'Italia: dagli autotrasportatori, al 'Movimento dei forconi', agli scontri che sono avvenuti davanti a Montecitorio da parte dei pescatori. "E' un momento molto delicato -spiega a Fabio Fazio - perché la situazione economica rende difficile la vita di tante persone. Il timore è che qualche cane sciolto possa inserirsi" ma aggiunge "non ci sono preoccupazioni per un'eversione terroristica, ma per situazioni dettate da movimenti estemporanei e non gestibili". Per il ministro la strada da percorrere è quella del dialogo. "Credo che il dialogo sia alla base di qualsiasi comportamento. Occorre ascoltare perché più ascolti e più capisci le ragioni degli altri. Se si è ascoltato molto è più difficile sbagliare". Niente giustificazioni però sui fatti accaduti a Torino nel corso della protesta 'No tav'. Nessuno criminalizza, afferma Cancellieri ma "la violenza non si può mai consentire". Quanto al titolo di studio, Cancellieri si dice "assolutamente favorevole" alla sua abolizione legale ma a due condizioni: "Chiedo una valutazione seria delle università e pari opportunità perché tutti abbiano accesso alle università più prestigiose ad esempio con borse di studio". Il ministro sottolinea l'importanza di premiare il merito: "Se premiamo il merito diamo speranze ai giovani delle proprie forze. Il merito è la strada che li porterà alla loro realizzazione". Parlando di cittadinanza lo 'jus soli', spiega, "creerebbe la condizione per far nascere in Italia i bambini di tutto il mondo" ma il ministro non chiude all'ipotesi della cittadinanza per i figli di immigrati. "La cittadinanza -dice - deve derivare da una serie di fattori, ad esempio se un bambino è nato in Italia e se ha già fatto in parte degli studi". Capitolo carceri. "L'amnistia la vedo come un atto di clemenza, se l'amnistia deve essere solo uno svuotamento delle carceri come cittadina mi ribello", sottolinea il ministro precisando che l'eventuale provvedimento di amnistia deve nascere "non come atto amministrativo ma da una forte volonta' politica del Parlamento". Sulla situazione delle carceri poi nulla da obiettare alle critiche mosse dal ministro della Giustizia: "Mi domando come stando dentro non si possa uscire peggiorati". Alla domanda se sarà possibile risolvere il 'problema' di 70 bambini che vivono in carcere con le loro madri detenute il ministro replica: "Bisogna risolverlo, è un problema che non mi ero mai posta ma che sicuramente è in agenda".