Bruxelles, 30 gen. - (Adnkronos) - Firma del Fiscal Compact (ad eccezione della repubblica ceca e della Gb), via libera all'Esm, il meccanismo europeo di stabilità e l'Impegno a fare di più su crescita e occupazione. E' questo in sintesi il risultato a cui sono giunti i leader europei presenti a Bruxelles per il primo vertice del 2012. FISCAL COMPACT - Accordo su Fiscal compact raggiunto tra 25 Paesi. Ad aderire al nuovo Patto di bilancio, tutti i Paesi dell'Ue, ad eccezione della Gran Bretagna, che si era già chiamata fuori al summit del 9 dicembre scorso, e della Repubblica Ceca. I leader dei paesi che hanno siglato il 'Fiscal Compact' hanno trovato a Bruxelles un compromesso - dopo il duro braccio di ferro tra Francia e Polonia, spalleggiata dalla Repubblica Ceca - sulle modalità di partecipazione dei Paesi fuori dall'euro ai vertici dell'eurozona che dovrebbero tenersi almeno due volte all'anno. In base all'intesa, la partecipazione dei Paesi ai summit avverrebbe sulla base dei temi di volta in volta inseriti in agenda. FONDO SALVA STATI - I leader hanno approvato l'anticipo a luglio dell'entrata in vigore del Meccanismo europeo di stabilità (Esm). Rinviata invece a marzo la discussione sulla dotazione del fondo, attualmente di 500 miliardi di euro, che molti Paesi, tra cui l'Italia, vorrebbero rafforzare, mentre la Germania si oppone. Fino al luglio del prossimo anno, l'Esm funzionerà in parallelo con l'European financial stability facility (Efsf), nato nel maggio del 2010. CRESCITA E OCCUPAZIONE -"Dobbiamo fare di più per far uscire l'Europa dalla crisi". Sono il monito e l'impegno contenuti nella dichiarazione finale dei leader Ue su crescita e occupazione. "Negli ultimi mesi ci sono stati timidi segnali di stabilizzazione economica ma le tensioni sui mercati finanziari rimangono elevate", ammettono i leader Ue, riconoscendo che "i governi stanno intraprendendo forti sforzi per correggere gli squilibri di bilancio su una base sostenibile" . Ma, avvertono, "sono necessari ulteriori sforzi per promuovere la crescita e l'occupazione", perché "non ci sono soluzioni veloci" alla crisi. Quindi, si legge nella dichiarazione, "la nostra azione deve essere determinata, continua e ampia". Tre le aree prioritarie d'azione identificate dai leader Ue, ovvero l'occupazione, in particolare quella giovanile, lo sviluppo del mercato interno e le piccole e medie imprese. A marzo, al prossimo vertice di Bruxelles, il Consiglio europeo "fornirà una guida agli stati membri sulle politiche economiche e per l'occupazione", mettendo un'enfasi particolare sul "potenziale della crescita verde" e sulla "accelerazione delle riforme strutturali per aumentare la competitività e creare più posti di lavoro". Gli "sforzi" richiesti ai paesi Ue devono essere fatti a livello nazionali ma "sostenuti da un'azione Ue", come per esempio un migliore uso dei fondi europei disponibili a favore di occupazione e crescita, e questo "con plafond concordati". E questo dovrà avvenire "in stretta cooperazione con le parti sociali, rispettando i sistemi nazionali dei singoli stati membri". L'inizio dei lavori in una città paralizzata dallo sciopero generale in Belgio è stato preceduto da un presummit tra il premier Mario Monti, la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Nicolas Sarkozy. "Non è accettabile che un giovane europeo su 4 non abbia lavoro", ha denunciato ancora oggi il presidente della Commissione europesa, Josè Manuel Durao Barroso, che al summit proporrà "la creazione di squadre d'azione incaricate di preparare piani dettagliati per far fronte al problema dell'occupazione giovanile". E ai capi di Stato e di governo dell'Ue riuniti a Bruxelles, il presidente dell'esecutivo conferma l'intenzione di riprogrammare gli 82 miliardi di fondi Ue già previsti per il periodo 2007-2013 e non ancora utilizzati per iniziative a sostegno della crescita e dell'occupazione, soprattutto giovanile. Fra questi, circa 8 miliardi dovrebbero andare all'Italia. L'Europa è "sull'orlo di una recessione tecnica" e le "previsioni macroeconomiche non sono buone", per questo "credo che si deve portare l'attenzione sulla creazione della crescita", è il messaggio del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker al suo arrivo al vertice Ue, sottolineando la necessità di un "consolidamento delle finanze pubbliche intelligente", perché se "non c'è alternativa al consolidamento" serve però rimettere in marcia il motore dell'economia europea. Quanto all'Italia, "mi sembra che la politica abbia ritrovato la via della ragione". "Io penso tutto il bene del mondo dell'Italia in sé e io amo il popolo italiano e il genio italiano", ha risposto Juncker a chi a Bruxelles gli chiedeva che cosa ne pensasse dell'Italia guidata da Mario Monti, aggiungendo che il Paese è "meravigliosamente ben servito da Monti stesso".