Il Cairo, 2 feb. (Adnkronos/Aki/Ign) - Tre giorni di lutto nazionale in Egitto dopo gli scontri che ieri nello stadio di Port Said sono costati la vita ad almeno 74 persone. A proclamare il lutto nazionale, riferisce la tv di Stato, è stato il capo del Consiglio supremo delle Forze armate, Hussein Tantawi. Il leader della giunta militare al potere ha accolto in un aeroporto militare nella zona orientale del Cairo calciatori e tifosi che sono rientrati da Port Said a bordo di velivoli militari. Per l'ex generale egiziano Fuad Allam, ex capo della sezione anti-terrorismo della polizia del Cairo, responsabile degli scontri tra le due tifoserie di calcio contrapposte sarebbe il clima di scontro politico che si registra in Egitto. L'ex generale egiziano spiega ad Aki-Adnkronos International in quale quadro si inseriscono le violenze di ieri. "Le ragioni vanno ricercate nel clima di scontro politico, economico e di mancanza di sicurezza che si registra nel paese - afferma - uno stato di frustrazione e di rabbia ormai diffuso in tutti cittadini in conseguenza del quale qualsiasi scusa è buona per far scattare la violenza". Esclude che dietro gli incidenti di ieri ci sia un ispiratore occulto. "Tutti i cittadini hanno i nervi a fior di pelle - aggiunge - è necessario che ci sia invece la collaborazione di tutti per combattere i fuorilegge. Nel momento in cui i cittadini fanno un blocco stradale e non lasciano passare nessuno è lo stato che perde". Si dice infine contrario alla reintroduzione dello stato d'emergenza, abolito proprio di recente da Tantawi, perché "le leggi che ci sono bastano se hanno il giusto sostegno dei cittadini".