Opposizione siriana a Mosca e Pechino: ''Veto è licenza d'uccidere per Assad''
Il Cairo, 5 feb. (Adnkronos/Ign) - Il veto posto da Russia e Cina alla risoluzione Onu per fermare le violenze in Siria concede al presidente Bashar Assad "una licenza d'uccidere". E' quanto hanno dichiarato gli oppositori siriani che fanno capo al Consiglio nazionale siriano che, in una dichiarazione, afferma di considerate "entrambi i governi responsabili per l'escalation di uccisioni e genocidi, e considera questo passo irresponsabile una licenza di uccidere per il governo siriano senza essere ritenuto responsabile".
Mosca però difende il suo veto, spiegando che tra le condizioni poste alle Nazioni Unite c'era il no della Russia alla possibilità di un intervento militare mentre il testo presentato al Consiglio di Sicurezza, per l'ambasciatore russo all'Onu, Vitali Churkin, "aveva una formulazione che permetteva l'uso della forza".
"Mosca continua ad essere interessata ad una decisione equilibrata che dia la possibilità di mettere fine alle violenze in Siria", ha aggiunto l'ambasciatore in un'intervista alla televisione russa. Intanto il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha annunciato che martedì andrà a Damasco per incontrare il presidente Bashar al Assad, di cui la comunità internazionale chiede a gran voce le dimissioni. Anche il direttore dei servizi segreti esterni russi, Miajil Fradkov, si recherà a Damasco, secondo informazioni che sono filtrate durante la conferenza per la Sicurezza in corso a Monaco.
