Monti incontra Gabrielli: ''Pronti a far fronte a nuova ondata di gelo''
Roma, 7 feb. (Adnkronos) - Pronti a fronteggiare la nuova perturbazione in arrivo per il fine settimana, con un impegno "più incisivo" da parte di tutte le strutture di governo centrali e locali sotto il coordinamento della Protezione civile. E' questa la linea illustrata al Consiglio dei ministri dal presidente del Consiglio Mario Monti, dopo l'incontro con il capo della Protezione civile Franco Gabrielli per fare il quadro della situazione-maltempo in Italia.
"Sulla base dell'ampia relazione fornitagli dal capo del Dipartimento della Protezione civile -riferisce Palazzo Chigi - il presidente ha informato il Consiglio dei ministri sulle misure emergenziali adottate e su quelle ancora da intraprendere, così come sulle azioni di carattere preventivo necessarie per fronteggiare la nuova perturbazione attesa per la fine di questa settimana, sensibilizzando tutti i ministri competenti ad assicurare l'impegno più incisivo da parte di tutte le strutture del governo del territorio e delle imprese di gestione dei pubblici servizi, al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, nel quadro del coordinamento esercitato dal Dipartimento della Protezione civile".
Prima dell'incontro con Monti, Gabrielli aveva denunciato la paralisi della Protezione civile resa ''non operativa'' dalla legge di riforma del governo precedente, non escludendo le sue dimissioni se davvero servissero a rilanciarne l'attività e l'efficienza. Quanto all'attuale esecutivo "so di avere la fiducia di chi mi ha rinnovato l'incarico", ha dichiarato Gabrielli. "Quando verrà meno - ha concluso - ne prenderò atto".
"Indubbiamente - ha dichiarato il successore di Guido Bertolaso in un'audizione di fronte alla commissione Lavori Pubblici del Senato - la Protezione civile ha delle criticità, perché ci troviamo a operare, pur avendo 5 mln ipotetici per l'emergenza, con le strutture ordinarie che ci mettono a disposizione le singole amministrazioni".
"Basterebbe chiedere al ministro Cancellieri - ha aggiunto - quanto è costata l'operazione Concordia al corpo dei Vigili del Fuoco e quanto questo impegno possa essere sopportato dai nostri asfittici bilanci ordinari. Toglieteci gli orpelli ma lasciateci l'essenza della Pc. Io questo l'ho sempre detto".
"Il capo del dipartimento della Pc è veramente poca cosa. Se dovessi rendermi conto di essere d'intralcio al sistema, non aspetterei un solo secondo a farmi da parte. La direzione del Dipartimento è sempre a disposizione. Ma credo che i problemi siano soprattutto di agibilità e l'agibilità ha una data e un numero: legge 10 del 2011 che ha reso di fatto non operativa la Protezione Civile".
"In questi giorni - ha conrinuato - i governatori delle regioni colpite dall'ondata di maltempo, non hanno chiesto lo stato di emergenza, non perché, come qualcuno va dicendo in maniera infame, è Gabrielli che li consiglia di non farlo perché non si vuole prendere l'onere della gestione; ma perché i governatori sanno perfettamente che la richiesta di stato di emergenza equivarrebbe all'innalzamento delle accise regionali dei carburanti, in un momento in cui, questa decisione, non aiuterebbe la pace sociale e all'economia dei territori".
"Questa è una delle tante perversioni presenti nella legge 10 febbraio del 2011. Gabrielli si può mettere da parte. Non voglio stare attaccato alla poltrona. Io oggi sono preoccupato che questa istituzione essenziale, sia messa nelle condizioni di funzionare. Oggi questa operatività non la vedo, lo sto dicendo e scrivendo dal 17 febbraio dello scorso anno con una lettere inviata al presidente del Consiglio e al ministro del Tesoro, sottolineando le criticità della legge. Sono stato facile profeta ma è una soddisfazione di poco conto. Una vittoria di Pirro", ha affermato.
Riguardo alle polemiche divampate dopo l'ondata di maltempo che ha colpito anche Roma, Gabrielli ha spiegato: "Sabato mattina ho letto due agenzie di stampa in cui il sindaco si scagliava a testa bassa contro il servizio di previsione metereologica, chiedendo una commissione di inchiesta". "Mi sono permesso di ribattere alle affermazioni del sindaco, dicendo che le previsioni erano corrette e che era stato chiesto al sindaco se, a suo avviso, c'erano delle criticità. Io ho taciuto. Non ho fatto apparizioni televisive e per tutta la giornata di sabato - ha ricordato - sono stato messo alla berlina dalla stampa e su tutti gli organi di informazione".
Intanto, Graziano Delrio, presidente Anci, ha chiesto oggi "un chiarimento urgente e serio delle competenze in materia di protezione civile". "Senza una certezza di questo tipo" ai sindaci non resta " che riconsegnare la delega in materia nelle mani dei prefetti", ha sottolineato.
