Roma, 10 feb. (Adnkronos) - ''Ciascun Paese deve assumersi le sue responsabilità. L'Italia lo sta facendo con decisioni difficili e duri sacrifici, in particolare per ridurre l'enorme debito pubblico, per non lasciare che gravi sulle giovani generazioni''. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento all'incontro dei presidenti 'Uniti per l'Europa' a Helsinki. ''Possiamo farcela - ha proseguito -. Se c'è chi pensa che si può essere al sicuro tornando al passato, si colloca fuori della realtà. Dobbiamo esprimere più orgoglio e più fiducia'' nell'Europa che è qualcosa ''di unico, non un'alleanza tradizionale''. ''Dobbiamo andare oltre il mero coordinamento delle politiche economiche nazionali, che ha causato il fallimento della Strategia di Lisbona - ha osservato Napolitano -. Abbiamo bisogno di decisioni e iniziative comuni per la produttività e la competitività. Siamo stati concentrati sulla difesa dell'Euro mentre abbiamo bisogno di Europa in tutti i campi, e anche in quello della politica estera e di sicurezza comune''. ''Il mondo - si legge nell'intervento del capo dello Stato pubblicato sul sito del Quirinale - è radicalmente cambiato. Il baricentro dello sviluppo si è allontanato dall'Europa. Che ci piaccia o no dobbiamo riconoscerlo. E lo riconosciamo. Ma esitiamo a trarne le conseguenze, ad agire coerentemente verso una maggiore integrazione''. ''Abbiamo dovuto affrontare una fase caratterizzata da preoccupazioni e incertezze, e infine, positivamente, da cambiamenti. Ma occorrono altri cambiamenti. L'Europa non è solo l'euro. E' molto di più. La interconnessione è così profonda da rendere inimmaginabile una sua dissoluzione. Essenziale è misurarci con tutti i cambiamenti necessari'', ha sottolineato Napolitano. ''E' stato un bene - ha rimarcato ancora- che si sia proceduto a una maggiore integrazione fiscale''. ''Fuori d'Europa c'è domanda di più Europa, ma di una Europa che abbia una voce sola - ha sottolineato -. Si sono frapposti ostacoli, durante la crisi dell'Eurozona, al principio di solidarietà. Si è diffusa la falsa convinzione che alcuni Paesi hanno avuto solo vantaggi dall'Euro mentre altri hanno solo pagato il conto. Ma insieme col rigore, occorre che operi proprio il principio di solidarietà, come è stato in altre fasi per varii Paesi''. ''Nessun Paese da solo, per quanto grande e competitivo, può agire con capacità sufficiente per contare davvero nel nuovo contesto globale. Solo l'Europa unita può essere una risposta al rischio di declino'', ha concluso Napolitano.