Villa Astor come Palazzo Grassi a Venezia, ecco la proposta di Lauro
Sorrento, 12 feb. - (Adnkronos) - Villa Tritone come Palazzo Grassi a Venezia. E' la proposta del senatore del Pdl, Raffaele Lauro, per la storica residenza sorrentina, conosciuta anche come Villa Astor, messa in vendita dai proprietari.
''Comune, Regione e ministero, ognuno in base ai propri compiti, il ministero con vincoli, la Regione con le risorse e il Comune nel collaborare, facciano di questa sede storica un luogo di alta cultura internazionale, come palazzo Grassi a Venezia. Per questo - spiega all'Adnkronos Lauro - sostengo la richiesta del Comune di Sorrento, perché villa Tritone diventi sede di grandi mostre storiche internazionali nella logica di un turismo di alta cultura in un'area di pregio com'è quella di Sorrento''.
La bagarre su villa Astor è iniziata quando la ventireenne moscovita Kamilla Dzhanashiya ha avanzato un'offerta di acquisto di 35 milioni di euro. Per tutta risposta due giorni fa il consiglio comunale di Sorrento ha invece approvato all'unanimità una proposta in cui si sollecita il ministero dei Beni Culturali a esercitare il diritto di prelazione. ''Quando parlo di grandi mostre internazionali - dice il senatore Lauro - parlo di artisti del calibro del Tintoretto o di Van Gogh. In questo modo la penisola di Sorrento diverrebbe luogo di attrazione nel segno di una politica turistica che faccia perno sulla cultura''.
Sulla vicenda di villa Tritone il senatore Lauro ha presentato ieri un'interrogazione urgente ai ministri dei Beni Culturali e dell'Interno, in cui chiede, ''con ogni possibile sollecitudine al primo, di valutare ed accogliere l'ordine del giorno, varato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Sorrento, sull'esercizio, da parte del ministero, nei previsti termini di legge, del diritto di prelazione nell'acquisizione, al patrimonio culturale nazionale, di villa Tritone o, in via subordinata, di imporre dei vincoli reali sul bene, per l'utilizzo da parte dei privati, affinché la destinazione sia anche a beneficio pubblico, della comunità locale e del turismo internazionale, onde evitare, in via preventiva, speculazioni immobiliari su un unicum culturale, storico ed ambientale''.
''Al secondo - si legge nell'interrogazione - di attivare ogni consentita attività preventiva e di indagine, su questa e altre operazioni immobiliari di prestigio, intervenute in Penisola Sorrentina, che garantisca, senza criminalizzare anticipatamente nessuno, la totale trasparenza sulle nuove proprietà e sulla legittima provenienza dei capitali impiegati per gli acquisti''.
