Arrestato ex sindaco Gubbio Orfeo Goracci Nel mirino presunte assunzioni irregolari
Perugia, 14 feb. - (Adnkronos) - Il vicepresidente del Consiglio regionale dell'Umbria Orfeo Goracci (Prc) è stato arrestato stamane in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Perugia. A Goracci è stato imposto il divieto di colloquio con i suoi difensori, gli avvocati Franco Libori e Marco Marchetti, per cinque giorni. Goracci è stato anche sindaco di Gubbio e le accuse si riferiscono proprio al periodo del mandato come primo cittadino.
A Goracci vengono contestati il reato di associazione a delinquere finalizzata all'abuso di ufficio e di violenza sessuale aggravata dalla sua qualità di pubblico ufficiale.
Oltre all'ex sindaco e all'ex vice sindaco Maria Cristina Ercoli, sono finiti in carcere Lucio Panfili, assessore all'Ambiente della seconda giunta Goracci, Lucia Cecili, dirigente comunale, Graziano Cappannelli, ex assessore. Agli arresti domiciliari si trovano invece Marino Cernicchi, ex assessore, Antonella Stocchi, ex presidente del Consiglio comunale, Paolo Cristiano, ex segretario comunale, e Nadia Ercoli, funzionario della polizia municipale e sorella dell'ex vice sindaco Ercoli.
Al centro dell'inchiesta ci sono delle presunte irregolarità in alcune assunzioni all'interno del Comune stesso. Tutti sono accusati di associazione a delinquere. Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip scrive che si sarebbero associati tra loro "allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti di abuso di ufficio, concussione, falso in atti pubblici, soppressione di atti pubblici". L'associazione avrebbe commesso i reati contestati "con abuso dei poteri inerenti una pubblica funzione e in danno di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio", nonché, si legge nell'ordinanza, "per aver stabilmente piegato lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati consistenti in vantaggi politico-elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi e per soggetti loro legati da vicoli di vicinanza politica, amicizia e sentimentali (per il Goracci), con pari e ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all'amministrazione ritenuti invisi od ostili al sodalizio che venivano stabilmente posti in condizioni di emarginazione, sfavoriti, danneggiati nello sviluppo della carriera, minacciati, estorti ed ingiustamente penalizzati, in un generale clima di intimidazione e di paura instaurato e mantenuto dal sodalizio all'interno del Comune di Gubbio".
''Abbiamo piena fiducia nell'azione della magistratura e auspichiamo si arrivi rapidamente al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Per quanto riguarda i rapporti tra Rifondazione comunista e gli indagati, il partito della Rifondazione comunista ha immediatamente sospeso chi ha ricevuto avvisi di garanzia già nel mese di novembre e abbiamo chiesto pubblicamente a Goracci di dimettersi dalla sua carica di vicepresidente del Consiglio regionale dell'Umbria in quanto chi è indagato non deve, a nostro parere, ricoprire incarichi istituzionali'', dichiara Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. ''Lui non è si è voluto dimettere e c'è stata una polemica pubblica molto dura a riguardo tra il nostro partito e Goracci. Ora la giustizia faccia il suo corso, ribadiamo la nostra totale fiducia nell'autorita' giudiziaria'', conclude.
