Bruxelles, 14 feb. (Adnkronos/Aki/Ign) - "Ci sono 12 stati membri la cui situazione deve essere analizzata piu' in profondita' per determinare se esistono o meno squilibri macroeconomici pericolosi" e tra questi vi e' l'Italia. Lo ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn presentando il rapporto dell'esecutivo di Bruxelles. Fra gli altri Paesi su cui Bruxelles tiene i riflettori accesi, ci sono: Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Ungheria, Slovenia, Spagna, Svezia e Gran Bretagna. Secondo lo studio, al momento l'analisi degli squilibri macroeconomici non richiede un'ulteriore revisione in Austria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia e Slovacchia. In ogni caso, per questi Paesi ci saranno raccomandazioni sulle politiche di bilancio e macroeconomiche nell'ambito del Semestre europeo. Il rapporto sul Meccanismo di allerta per la prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici non ha invece preso in considerazione la situazione di Grecia, Irlanda, Portogallo e Romania, dal momento che questi Paesi sono destinatari dei programmi di assistenza finanziaria dell'Ue e dell'Fmi e dunque gia' soggetti ad "una rafforzata sorveglianza macroeconomica". Per quanto riguarda l'Italia, il testo dell'Ue afferma: "Mentre l'indebitamento del settore privato e' relativamente contenuto, il livello del debito pubblico preoccupa, specialmente per la debole performance della crescita e delle debolezze strutturali". Il commissario europeo Rehn riconosce che il nostro Paese sta conducendo "con determinazione riforme strutturali fondamentali per migliorare il mercato del lavoro e l'occupazione" e per accrescere "la competivita' della sua economia". Ma, aggiunge, "siamo preoccupati per il basso potenziale di crescita che l'Italia ha per il momento". A preoccupare Bruxelles ci sono anche, ha ricordato Rehn facendo riferimento ai contenuti del rapporto presentato a Strasburgo, "squilibri sia esterni che interni", ovvero "un alto livello di debito pubblico e una continua perdita di quote di mercato nelle esportazioni in corso da lungo tempo" dovuta a una "perdita' di competitivita' a partire dagli anni Novanta", tanto che "negli ultimi cinque anni c'e' stato un crollo del 20% nelle quote di mercato delle esportazioni". Inoltre, altro punto dolente, ha ricordato il commissario Ue, "la bilancia delle partite correnti e' passata da un surplus del 2% a un deficit del 3,5% nel 2010".