Roma, 15 feb.(Adnkronos/Ign) - "Nessun aut aut" del governo sul mercato del lavoro. "Non è un prendere o lasciare". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a quanto si apprende, ha spiegato al tavolo con le parti sociali "la filosofia del governo" sull'argomento. "Ma deve essere chiaro", ha aggiunto secondo quanto trapela dalla sala Verde, che il tema del riordino dei contratti e delle flessibilità in entrata "è subordinato al tema della flessibilità in uscita". Dal prossimo incontro, ha poi sottolineato, le parti entraranno nel merito dei capitoli, punto per punto. Proprio per quanto riguarda l'aritocolo 18, Fornero ha spiegato che sarà lasciato per ultimo dal momento che "le parti sociali non hanno trovato un punto di convergenza". Tra i temi affrontati oggi, invece, quello dell'apprendistato che "deve diventare la forma tipica di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro". Ci sarà tolleranza zero da parte del governo "su l'uso improprio" di questa forma contrattuale, ha detto, poiché per il governo si tratta di "un veicolo per fare formazione seria", non solo di uno "strumento di flessibilità". Questa è "la scommessa che se la vinciamo sarà importante per il mondo del lavoro", ha ribadito annunciando "sanzioni e controlli" contro l'uso improprio delle forme di flessibilità e del lavoro autonomo in forme subordinate. Il governo infatti, dununcia le "troppe partite Iva" ma con un occhio al lavoro nero. "Occorre anche evitare la discontinuità e che migliaia di lavoratori finiscano in nero", prosegue Fornero, che spiega la filosofia dell'esecutivo: "preservare la flessibilità ed eliminare gli abusi contrastandone l'uso improprio". La revisione delle forme contrattuali riguarderà sia il lavoro privato che quello pubblico. Il confronto è poi passato ad esaminare tecnicamente i contratti a termine, l'associazione in partecipazione, i contratti a chiamata e part time. L'intento dell'esecutivo, ha poi aggiunto Fornero, "non è punire il lavoro produttivo o penalizzare le imprese", al contrario sarà quello di "valorizzare i contratti riportandoli alla loro funzione originaria". Per questo "non abbiamo scelto il metodo dell'accetta per ridurre le varie forme di contratti", dice. Il ministro del Lavoro ha chiesto quindi alle parti sociali di rivedersi lunedì prossimo al dicastero di via Veneto per parlare di politiche attive del lavoro e ammortizzatori sociali e fare il punto sui temi toccati oggi. SINDACATI. Soddisfatti dell'incontro i leader dei sindacati Cgil, Cisl e Ui. Per Susanna Camusso "il negoziato per ora parte con il piede giusto", mentre Luigi Angeletti parla di ''inizio concreto della trattativa''. Bonanni pone invece l'accento sull'attenzione del governo per l'apprendistato come canale di ingresso al mondo per lavoro: "E' un fatto molto importante" che fa piazza pulita "di tutta quella letteratura deviata degli ultimi mesi", sottolinea il segretario della Cisl. Quanto all'articolo 18, Bonanni spera "nella ragionevolezza di imprenditori, governo e forze politiche, e dello stesso sindacato che spero sarà all'altezza". "Sappiamo, il governo l'ha detto, che alla fine si affronterà questo tema". E se "noi ci poniamo con l'atteggiamento di chi non vuole discutere su niente otterremo solo il fatto che alla fine ci penserà il governo. Come già fatto sulle pensioni", aggiunge, ribadendo l'apprezzamento per la decisione dell'esecutivo. "Non vogliamo discutere, se non alla fine, di flessibilità in uscita, perché se mettiamo avanti l'art. 18 ci perdiamo in altre chiacchere. Non vogliamo inquinare la discussione". Di diverso avviso Susanna Camusso che ribadisce che "per il sindacato non esiste il tema dell'art. 18". Si possono discutere, ha spiegato, i tempi del processo del lavoro ma ''non c'è uno scambio con qualcos'altro". All'incontro era presente anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. ''Siamo interessati a fare una buona riforma del mercato del lavoro. Ci sono i presupposti'', ha affermato ribadendo che sul tavolo ''ci sono tutti i temi'', compreso l'articolo 18. ''Oggi- ha detto- il confronto è andato più nel concreto, si è cominciato a ragionare più concretamente della riforma del mercato del lavoro''. I temi, ha spiegato, sono quelli delle ''forme di ingresso, della cattiva flessibilità, degli ammortizzatori e della flessibilità in uscita e dell'articolo 18''. Ma avverte: "Abbiamo delle perplessità sulla flessibilità in entrata. La cosa chiara è che non devono esserci aumenti del costo del lavoro, anzi dobbiamo andare in direzione opposta e il ministro Fornero ha accettato questo punto di vista".