Omicidio Shahzad, l'Isi respinge le accuse di coinvolgimento
Islamabad, 16 feb. - (Adnkronos/Aki) - Un portavoce dei servizi segreti pakistani (Isi) ha respinto le accuse contenute nel rapporto diffuso il 30 gennaio scorso da Human Rights Watch (Hrw) nel quale si accusavano gli agenti della sicurezza di Islamabad di aver avuto un ruolo nell'omicidio del giornalista di AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL Saleem Shahzad. "In un solo colpo Brad Adams (direttore esecutivo di Hrw, ndr) ha screditato la Commissione giudiziaria che ha indagato sull'omicidio di Saleem Shehzad, demonizzando l'Isi e castigando il governo del Pakistan'', si legge nel comunicato diffuso oggi dall'Isi. La nota afferma quindi che il documento diffuso da Hrw contiene seri pregiudizi.
Il portavoce dell'Isi rivolge poi a HRW l''invito a leggere il rapporto della Commissione di inchiesta sull'incidente e a vedere i fatti come sono. ''Le accuse contro l'Isi sono infondante - si legge nel testo - e sono insostenibili sia sul piano logico, sia su quello delle prove. La Commissione giudiziaria che indaga sull'omicidio ha piena libertà di azione e l'Isi non ha risparmiato gli sforzi per collaborare e per rispettare tutte le esigenze''.
Il comunicato dei servizi segreti pakistani prosegue affermando che il rapporto di Hrw ''è parte di una campagna mediatica sinistra e ben orchestrata nella quale Hrw potrebbe essere stata involontariamente coinvolta''. Inoltre, con il suo rapporto l'organizzazione americana ''sembra aver seriamente minato la natura bipartisan e oggettiva del suo lavoro''.
Il portavoce dell'Isi ha quindi ricordato come la Commissione giudiziaria incaricata di far luce sull'omicidio di Shehzad fosse guidata da un giudice della Corte suprema del Pakistan molto rispettato per la sua integrità e per il suo coraggio. Non è senza motivo, prosegue il comunicato, che la Corte suprema del Pakistan è il garante dello stato di diritto e l'architetto del futuro costituzionale del nostro Paese. Si invita quindi l'Hrw a visitare il sito Internet della Corte suprema del Pakistan per vedere quali azioni storiche abbia intrapreso in passato.
L'organizzazione per la difesa dei diritti umani che ha sede a New York viene quindi giudicata come coperta di pregiudizi e la diatriba viene considerata denigratoria.
Saleem Shahzad venne ucciso il 29 maggio dello scorso anno. Una commissione governativa formata per indagare sulla morte del giornalista, che prima di essere ucciso aveva scritto dei legami tra al-Qaeda e alcuni elementi nell'esercito, ha terminato il suo lavoro affermando di non aver individuato i responsabili dell'omicidio.
Poco prima di morire, Shahzad aveva confessato a Hrw di aver ricevuto minacce dagli agenti dell'intelligence. ''Shahzad aveva detto chiaramente a Human Rights Watch che, nel caso fosse stato ucciso, l'Isi doveva essere considerato il principale sospettato. Non aveva detto di aver paura di essere ucciso da gruppi militanti o da qualcun altro'', ha spiegato Brad Adams, direttore di Hrw per l'Asia.
