Atene, 21 feb. - (Adnkronos) - "Oggi ad Atene solo il premier Papademos e quei politici che lo sostengono sono soddisfatti per l'accordo di Bruxelles, gli altri partiti e l'opinione pubblica, invece, sono delusi, giovani e disoccupati non hanno speranze per il futuro. Tutti vogliono che la Grecia rimanga nell'euro, ma non si accorgono che questo e' l'unico modo per farlo". Cosi' George Tzogopoulos, economista del think tank ellenico Eliamep ed autore di un prossimo saggio sulla crisi greca, illustra all'Adnkronos lo stato d'animo che oggi domina ad Atene. Alla base di questo malessere, spiega, anche "un problema dovuto al populismo, al fatto che in questi due anni i politici non hanno informato in modo corretto la popolazione sulle conseguenze reali di una bancarotta". Ad Atene, come in molte capitali europee, si pensa che un'uscita dalla moneta unica possa facilitare il ritorno alla crescita dell'economia greca ma per Tzogopoulos "se usciamo dall'Eurozona e' impossibile prevedere le consegue a lungo termine: di sicuro la nuova moneta subirebbe una fortissima svalutazione, bruciando ricchezza e aumentando le tensioni sociali". Il nodo e' quello della competitivita' dell'economia greca che, spiega, "non e' solo legata alla valuta: anche negli ultimi anni della dracma le nostre performance di bilancia commerciale non erano cosi' buone. La competitivita' si ritrova abbassando i prezzi dei servizi, liberalizzando le professioni, riducendo il peso del settore pubblico rendendolo piu' flessibile e piu' produttivo". L'economista sottolinea l'importanza delle privatizzazioni "che possono davvero essere il motore della ripresa: basti vedere cosa e' successo all'Olympic Airways: la vecchia compagnia di bandiera bruciava miliardi di denaro pubblico, mentre da quando e' stata privatizzata (con la nuova denominazione di Olympic Air, ndr) le cose vanno meglio e non pesa piu' sulle casse dello Stato. Come invece continuano a fare le ferrovie pubbliche, che negli anni hanno accumulato perdite per 20 miliardi di euro". Fra le strutture pubbliche da privatizzare Tzogopoulos, come altri commentatori, inserisce perfino l'agenzia incaricata della riscossione delle tasse. Perche' uno dei punti cruciali, ricorda lo studioso greco, e' l'evasione fiscale: "In alcuni casi le cose vanno un po' meglio che in passato, ma di poco", spiega, sottolineando pero' come "il vero nodo non e' tanto l'evasione spicciola, ma le grandi frodi fiscali, gli enormi trasferimenti di denaro attraverso banche estere: e' li' che il governo dovrebbe agire". Invece, per Tzogopoulos "su questo tema c'e' una ipocrisia dominante: lo Stato e' semplicemente incapace di ritrovare il denaro degli evasori, anche se ha pubblicato i loro nomi" in liste rese di pubblico dominio. Alla fine, osserva l'economista, "la soluzione e' sempre in mano alla politica: in Italia avete un governo tecnico che puo' agire, qui invece di tecnico c'e' solo il premier, mentre tutti i suoi ministri sono politici. Magari non si andra' a votare fra un paio di mesi, come si dice, ma la pressione delle elezioni c'e'". Un elemento, conclude, che "rafforza i timori di chi dubita nella capacita' del governo di rispettare gli impegni presi".