Caso Mills, 'no' alla ricusazione dei giudici. Processo può andare a sentenza
Milano, 22 feb. - (Adnkronos/Ign) - La Corte d'Appello di Milano ha respinto l'istanza di ricusazione presentata da Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici del caso Mills, dove l'ex premier risponde di corruzione in atti giudiziari. Il processo, ora, può proseguire e andare a sentenza.
Il primo appuntamento è per sabato prossimo 25 febbraio: in 'agenda' ci sono le arringhe della difesa, che in parte aveva già cominciato ad illustrare le conclusioni nel corso dell'ultima udienza, poi, in assenza di repliche e di dichiarazioni spontanee di Berlusconi, i giudici potranno entrare in camera di consiglio per il loro verdetto
La richiesta di ricusazione era presentata nei giorni scorsi dalla difesa del Cavaliere che lamentava una "anticipazione del giudizio" espressa dal collegio presieduto dal giudice Francesca Vitale. Ma per i togati ''si esclude la configurabilità di una indebita anticipata manifestazione di convincimento da parte dei giudici che possa dar luogo alla ricusazione''.
In generale, poi, ''una ordinanza in tema di prove non può assumere -scrive ancora la Corte d'Appello- alcun rilievo sotto il profilo di anticipata manifestazione di convincimento''. All'imputato, quindi, non resta che 'impugnare' le ordinanze indicate in successivi gradi di giudizio. A Berlusconi che ha lamentato il taglio dei testi chiesti dalla difesa, in alcuni casi prima ammessi e poi revocati con alcune ordinanze, la Corte d'Appello fa notare che nessun provvedimento del Tribunale in questo senso ''e' stato fatto oggetto di rilievi mossi tempestivamente''.
Nel rigettare la ricusazione la Corte d'Appello ha anche deciso che l'ex premier dovrà pagare 1.500 euro di multa alla cassa delle ammende.
