New York, 23 feb. - (Adnkronos/Ign) - Le riforme strutturali più importanti che servono all'Europa "sono soprattutto quelle dei mercati dei prodotti e dei servizi, quindi quella del lavoro, che ha forme diverse a seconda dei paesi". Lo ha affermato il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi in un'intervista al Wall Street Journal, in cui evidenzia come in alcuni paesi "bisogna rendere i mercati del lavoro più flessibili e più giusti". In altri, ha aggiunto, "c'è un mercato duale" che penalizza i più giovani "ponendo su di loro tutto il peso della flessibilità". Sono riforme "necessarie per aumentare l'occupazione e di conseguenza la spesa e i consumi". Quanto alla crisi "è difficile dire che sia finita" ma ci sono "cambiamenti positivi negli ultimi mesi", ha sottolineato il presidente della Banca Cantrale Europea evidenziando fra gli elementi positivi "la maggiore stabilità nei mercati finanziari, le decisioni dei governi sul consolidamento fiscale e sulle riforme strutturali e il fiscal compact" deciso dall'Europa. Inoltre, ha detto ancora, "il sistema bancario sembra meno fragile di un anno fa e si sono riaperti alcuni mercati obbligazionari". Fra gli elementi di preoccupazione, ha spiegato Draghi, "una ripresa che procede molto lentamente con rischi al ribasso". Comunque, con l'operazione di rifinanziamento a lungo termine da 490 miliardi di euro condotta alla fine di dicembre "abbiamo - ha evidenziato ancora - evitato una stretta del credito persino più grave" di quella evidenziata dalle statistiche. Draghi è convinto poi che il Portogallo non avrà bisogno di nuovi aiuti, dal momento che la Bce "ritiene che il programma (di consolidamento fiscale) stia funzionando". Mentre, riferendosi alla Grecia, secondo il numero uno di Bce "il rischio maggiore è la mancata attuazione" degli impegni assunti dal governo di Atene.