Lavoro, Bersani: ogni sforzo per l'accordo
Roma, 23 feb. - (Adnkronos/Ign) - Al premier Mario Monti ho chiesto che si faccia ogni sforzo "perché da quel tavolo", quello sulla riforma del lavoro, "si esca con un'intesa, un accordo". Così Pier Luigi Bersani al termine del colloquio con il premier Monti. Un incontro - durato circa un'ora e mezza - che il leader del Pd giudica "positivo" in cui, dice, "ho colto l'intenzione vera di arrivare a una soluzione" sulla riforma del lavoro. In caso, comunque, di mancato accordo, il Pd farà le sue valutazioni. "Dico: il Pd ha le sue proposte. Gli sarà consentito di valutare e dire la sua? Mi pare ovvio".
Bersani ribadisce che, dopo aver letto alcune dichiarazioni, "occorreva mettere un alt". Ribadisce di aver fatto presente a Monti i rischi di una riforma non condivisa: "Non si può andare verso il 'liberi tutti' dove nessuno si prende le sue responsabilità. E si dice: non c'è intesa, faccia il governo".
"Non dovrebbe esserci dubbio -osserva Bersani- che il Paese ha bisogno di coesione, di attenzione ai temi del sociale. Di fronte alla recessione, si deve costruire una corresponsabilità dentro un processo di riforme".
Quanto al merito della riforma, Bersani riferisce di aver detto a Monti che "per il Pd il problema principale sul lavoro è la precarietà. La riforma del mercato del lavoro deve avere questa priorità e partire da lì. E il nostro partito darà una mano con contributi in questo senso".
Sulle liberalizzazioni "ho detto a Monti dove il decreto potrebbe essere rafforzato in Parlamento - afferma il leader del Pd -. E ci auguriamo che sia così. Al Senato non ci sono stati arretramenti, ma anche lievi miglioramenti: è un campo su cui qualcosa in più si può fare".
Il ministro del lavoro Elsa Fornero, da parte sua, ha espresso la sua "ferma intenzione" di condurre in porto "l'accordo con le parti". Su questo c'è "una determinazione molto seria". "Dobbiamo avere la consapevolezza - ha dichiarato - che la riforma non serve ad accontentare il governo o qualche partito ma che stiamo facendo il bene del Paese".
Bersani ha dunque rispettato quanto dichiarato prima dell'incontro con Monti. Ovvero, che avrebbe parlato al premier di lavoro. Il segretario Pd in mattinata aveva sottolineato che ''la Fornero ha detto delle cose anche sensate, il Pd è pronto ad appoggiare una buona riforma e il Parlamento si prenda le sue responsabilità".
"Sento però dire che la riforma si può fare anche senza accordo. Attenzione, perché un accordo davanti ad un Paese che è in recessione e ha bisogno di corresponsabilità, di un elemento coesivo, è importante''. Secondo Bersani, ''rompere a quel tavolo vuol dire liberi tutti. Questo è il problema che io pongo. Io voglio essere sicuro che tutti ci provino. Tutto qua''.
A propoposito delle polemiche sulla partecipazioni di alcini dirigenti del Pd alla prossima manifestazione della Fiom Bersani è chiaro: "Abbiamo una regola generale: il Pd non sostiene iniziative non sue, è presente se c'è una piattaforma compatibile. Ovviamente non partecipiamo a manifestazioni contro il governo Monti". Per questa manifestazione "guardaremo la piattaforma, la segreteria discuterà. Non si tratta di sostenere o no la manifestazione della Fiom ma di essere presenti, l'abbiamo fatto tante altre volte, dalle donne agli ordini professionali", ha aggiunto Bersani.
Quindi, ha assicurato il leader del Pd, ''vogliamo aiutare il governo, il patto di lealtà che abbiamo preso non verrà meno. Il governo deve durare fino a fine legislatura''.
Quanto al futuro politico del premier ''il dubbio Monti sì-no è assurdo, immotivato e infondato'', ma ''la prospettiva è affidata alle scelte delle persone'' e ''oltre l'esperienza di emergenza c'è il futuro del Paese e la politica che deve prendersi le responsabilità''. Bersani ha chiarito che il 'toto Monti' oggi nemmeno si pone: ''Monti sì, punto, Monti viene dopo Berlusconi'', ha detto Bersani aggiugendo: ''Noi lavoriamo ad una prospettiva di alternativa non a Monti ma ad una destra liberista e populista''. Il leader dei democratici ha sottolineato che questo resta però un governo ''di emergenza'' e ''oltre l'emergenza c'è il futuro del Paese e la politica che deve prendersi responsabilità, rispetto a questo i ministri devono fare le loro scelte''. Bersani ha proseguito: ''Io ho stima di Monti ma anche di una democrazia che respira a due polmoni in tutto il mondo, di una politica che non torni ai vecchi riti, perché se torna la politica non torna il Cencelli''.
Appoggio garantito dal Pd al dl liberalizzazioni ma ''si può fare qualche ulteriore passo, la discussione non è finita''. ''Un giudizio dato oggi non è equilibrato, ci sono stati alcuni passi in avanti, c'è stato qualche arretramento e qualche avanzamento. Noi abbiamo sempre auspicato qualche sforzo in più su temi come energia, benzina, farmaci'', ha spiegato Bersani.
"Il Paese si è allontanato dal baratro finanziario" ma "il tema economico sociale è molto, molto acuto". Bersani invita perciò alla prudenza nel parlare della crisi economica e delle sue conseguenze sulla vita concreta della gente e sollecita il governo: "Serve inviare un messaggio di comprensione e amicizia verso chi nel Paese vive le difficoltà". E per essere più esplicito Bersani fa un esempio concreto: "Nei centri commerciali vendono le croste del Parmigiano reggiano, ben impacchettate, per adeguarsi alle tasche dei pensionati".
Quanto al Partito democratico "non ci sono spaccature", assicura il segretario. "Il nostro è un partito che non ha padroni. Discute e poi decide".
