Beirut, 25 feb. - (Adnkronos/Aki) - Il sangue continua a scorrere in Siria alla vigilia del referendum sulla nuova Costituzione, che l'opposizione a Bashar al-Assad ha invitato a boicottare, e all'indomani del vertice di Tunisi del gruppo di contatto 'Friends of Syria'. L'ultimo bilancio fornito dagli attivisti dei Comitato di coordinamento locale in Siria parla di almeno 75 morti, ma domani 14 milioni di elettori sono comunque chiamati alle urne per confermare i contenuti della nuova Carta. La Costituzione e' stata scritta nell'ambito delle ''riforme'' promesse dal presidente Bashar al-Assad, mentre nel Paese continuano le operazioni delle forze governative contro le roccaforti del dissenso e il Comitato internazionale della Croce Rossa tratta per proseguire l'evacuazione dei feriti da Bab Amro, il quartiere di Homs da 22 giorni sotto il fuoco dei militari. L'opposizione, che vuole l'uscita di scena di Assad (al potere dal 2000), ha invitato i siriani a boicottare il voto e ad aderire a uno sciopero generale per protestare contro il bagno di sangue in corso da meta' marzo dello scorso anno, quando sono iniziate le proteste antigovernative. Da allora, secondo gli attivisti, sono state uccise almeno 7.600 persone. Alle urne domani sono chiamati piu' di 14 milioni di elettori che dovrebbero poter votare in oltre 13.800 seggi. Il testo della nuova Costituzione e' stato messo a punto da una commissione, formata da 29 componenti nominati da Assad. Uno dei punti principali riguarda l'articolo 8, che stabilisce che il sistema politico in Siria sara' basato sul ''multipartitismo'', ponendo - sulla carta - fine all'epoca del monopolio del partito Baath, al potere dal 1963. Tuttavia, la nuova Costituzione continua a lasciare grandi poteri al presidente, che continuera' a nominare il primo ministro e il governo. Inoltre, il presidente - che dovra' essere ''musulmano'' - dal 2014 potra' essere eletto per due mandati di sette anni ciascuno. Di fatto, Assad potrebbe rimanere ancora al potere. I media ufficiali siriani hanno descritto il testo della Costituzione come ''l'inzio di una nuova fase e una svolta decisiva nella vita politica della Siria e nella sua storia contemporanea, un grande passo verso una democrazia pluralista e rappresentativa''. Ma per Hasan Abdel Azim, portavoce del Comitato di coordinamento delle forze del cambiamento democratico interpellato da AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL, e' assurdo che ''il regime voglia aprire un dibattito sulla Costituzione dinanzi ai cadaveri di migliaia di persone, mentre decine di migliaia di esseri umani si trovano in prigione e l'esercito e' dispiegato per le strade delle citta' e dei villaggi siriani''. Secondo il Consiglio nazionale siriano (Cns) di Burhan Ghalioun, il referendum di domani e' semplicemente ''illegittimo''. ''Non si puo' organizzare un referendum costituzionale mentre il regime continua a bombardare le citta' e a uccidere i civili - ha detto ad AKI Mohey al-Din al-Ladhiqani, esponente del Cns - Il problema non e' nella Costituzione, ma nel suo rispetto. E il regime continua a violarla''.