Passera: ''Obiettivo è accordo sul lavoro. Imu a Chiesa scelta saggia''
Roma, 26 feb. (Adnkronos/Ign) - ''Tutti vogliamo arrivare a questo accordo, cambiando parecchie cose che oggi sono dei blocchi. Noi vogliamo modificare in meglio la regolazione di tante fasi del lavoro: flessibilità in entrata e in uscita, ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro. Bisogna fare di tutto per trovare un accordo. Infatti c'è un tavolo molto serio, dove ci sono le imprese e c'è il sindacato. E' chiaro che il governo alla fine ha la responsabilità di trovare la sintesi e di superare eventuali 'impasse' che impedissero di trovare una soluzione. Ma l'accordo è l'obiettivo''. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, lo afferma in un'intervista a 'SkyTg24 L'intervista', condotta da Maria Latella. ''L'occupazione si crea con la crescita reale - rimarca - L'obiettivo principale del governo è quello di creare le condizioni per creare crescita e posti di lavoro''.
"Non una parola" su un ipotetico impegno politico futuro una volta finita l'attuale esperienza di governo. "Noi stiamo lavorando per rimettere in binario l'Italia - dice Passera - questo lavoro è già difficile da solo, diventerebbe impossibile se prendesse connotazioni partitiche, per cui non una parola. Di super - sottolinea poi riferendosi alle copertine che lo ritraggono nelle vesti di Superman - c'è solo Monti".
''Questi cento giorni sono stati all'inizio di grande timore e preoccupazione che fosse troppo tardi. Che non ci fosse più la possibilità e che l'Italia stesse scivolando. La preoccupazione è venuta velocemente meno, grazie al grande impegno di tutti, grazie al fatto che abbiamo capito che si potevano fare velocemente delle cose importanti'' spiega il ministro. ''Monti stava facendo il miracolo in termini di credibilità sull'esterno, le strutture dei ministeri si sono messe a produrre cose di grandissima portata - continua Passera - Insieme al Parlamento abbiamo fatto passare una serie di cose che da tanto tempo aspettavano e che tanti pensavano, soprattutto all'estero, che non avremmo saputo fare. E quindi al timore iniziale si è sostituito l'entusiasmo, la sensazione di poter fare. Il lavoro da fare è enorme. In questi cento giorni personalmente, grazie anche alla collaborazione con tutti i membri del governo, io mi sono convinto che veramente si può fare un buon lavoro per l'Italia''.
In particolare, riguardo al 'tesoretto', "non abbiamo fatto ancora gli annunci che qualcuno magari si poteva aspettare perché non è ancora chiaro il quanto, il quando di queste cifre disponibili, se saranno strutturali o saranno una tantum e dobbiamo decidere insieme su quali priorità metterle. Credibilità è anche non fare annunci aperti, non definiti, e quindi quello del rimandare il discorso sul 'tesoretto'''. "Noi - evidenzia - dobbiamo creare un 'tesoretto'. Con la riduzione dell'evasione, con la spending review, con cessioni noi dobbiamo creare risorse per favorire la ricrescita dell'Italia e per risolvere problemi che ci sono: redditi bassi troppo tassati, mancano risorse per iniziative per lo sviluppo, restituzione del debito pubblico, aiuti alla famiglia. Ci sono quindi tante destinazioni e c'è da trovare le risorse".
Quanto alla tassazione Imu dei beni ecclesiastici, "era ovvio che si andasse in una direzione come quella che è stata presa - rileva il ministro - E' stato fatto in maniera saggia, ragionevole, ma molto determinata, adesso deve essere definita in tutte le sue componenti, è molto importante che non si penalizzi il vero no profit, religioso e non religioso, che è uno dei pilastri della coesione sociale del nostro Paese''.
Passera parla anche di banche e imprese. Secondo il ministro, "noi dobbiamo fare cose come quelle che abbiamo fatto nella prima crisi, quando banche e imprese si sono messe insieme e hanno inventato la moratoria, hanno messo in condizione le imprese anche in difficoltà di superare la fase più difficile della crisi, non escludo che si arrivi ad una cosa di queste genere". "Il governo - aggiunge - vuole recepire nei tempi più brevi possibili la direttiva europea che forza i pagamenti veloci e c'è sicuramente la volontà del governo, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, di coprire questo accumulo di debito nei confronti delle imprese che non è tollerabile".
Poi la separazione Eni-Snam. "Avere un'azienda totalmente dedicata al trasporto - dice - per far sì che il gas sia una materia ancora più oggetto di concorrenza, potrebbe portare ad abbassamenti di prezzi''.
Infine il caso Mills. "Non so e non so valutare se questa sentenza può avere un effetto sulla politica - dice il ministro - Certo, e questo non attiene alla specifica sentenza, in generale quando si arriva ad una prescrizione è un fallimento, una delusione, sia per il sistema di giustizia, sia per l'imputato, perché è una chiusura senza risultato". "Il numero di casi che nel nostro Paese finiscono in prescrizione - aggiunge l'esponente del governo - è un indicatore grave della necessità di intervenire su procedure, meccanismi, regole, che troppo spesso non portano a giustizia".
