Roma, 28 feb. (Adnkronos/Ign) - La procura della Repubblica di Roma ha depositato oggi la richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta per sette manager e funzionari dell'Alitalia, in carica dal 2001 al 2007. Per uno degli imputati, l'ex presidente Giancarlo Cimoli, e' stato ipotizzato anche il reato di aggiotaggio. Secondo quanto emerge da un rapporto di indagine della GdF, tra il 2001 e il 2007 l'Alitalia ha corrisposto ai suoi amministratori e alti funzionari quasi 28 milioni di euro a titolo di emolumenti vari e conseguenti alla carica rivestita. Dal documento emerge che, per quanto riguarda un totale di 18.461.284, 87, i compensi furono cosi' suddivisi: a titolo di emolumento per la carica 6.287.823,17; per altri compensi 11.473.461, 70. Si tratta di compensi lordi, ai quali, con riferimento al 2006-2007, si aggiungono ulteriori somme liquidate a dirigenti con responsabilita' strategiche per complessivi 9.333.000.

In particolare, emerge che a Giancarlo Cimoli, ex amministratore delegato e presidente tra il 2004 e il 2007, sono stati riconosciuti compensi pari a 5.966.526,91 di euro, cosi' suddivisi: 101.607 euro come amministratore; 2.114.919 quale quota fisso per remunerazione spettante ad amministratori investiti di particolari cariche; 1.500.000 quale quota variabile per la remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche; 2.250.000 per patto di non concorrenza; 21.252,03 a titolo di benefici non monetari. Nel documento si fa riferimento poi anche a quanto percepito dal 9 febbraio del 2001 al 27 febbraio del 2004 da Francesco Mengozzi. Si tratta di complessivi 3.743.291,58.