Cernobbio (Como), 24 mar. (Adnkronos/Ign) - Non si sono fatte attendere le reazioni dal mondo politico dopo il varo della riforma del lavoro in Cdm che, nella veste di disegno di legge, approderà dunque in Parlamento. "Ribadisco ancora una volta che ci sono cose buone, che ci piacciono in questo provvedimento, che crediamo di avere ispirato anche noi. Ci teniamo che questo provvedimento vada avanti. Dopo di che, come e' noto, ci sono cose da correggere" ribadisce il segretraio del Pd Pierluigi Bersani, a margine della seconda giornata del forum Confcommercio-Ambrosetti in corso a Cernobbio. Tra le cose da correggere, ricorda "il fatto che non possiamo accettare che in nessun caso nei licenziamenti cosiddetti economici la monetizzazione sia la via esclusiva". "E questo -fa notare- non perche' pensiamo che gli imprenditori siano aggressivi e sanguinari nei confronti dei lavoratori. Il diritto del lavoro esiste perché tutti riconoscono, compresi gli imprenditori, che c'e' una sproporzione nel rapporto di forza e, dunque, bisogna garantire alcuni elementi basici". Per Bersani comunque il governo Monti non corre rischi. ''Il governo si e' sempre atteggiato nei confronti del Parlamento, quando parlavamo di liberilizzazioni, di manovra e salva Italia, in modo aperto a un contributo del Parlamento stesso. Quindi io non vedo questo problema''. ''Credo - prosegue - che adesso tocchi alle forze politiche e parlamentari trovare un giusto punto di equilibrio e mi piace vedere che anche nel Paese, una volta visto per bene il problema, e' sorta anche una opinione piu' attenta su questo tema delicatissimo''. Pier Ferdinando Casini difende la riforma a spada tratta: "Finalmente la modernizzazione del mercato del lavoro, una riforma che si fa per assumere non per licenziare ed e' emblematico, a tal proposito, che l'imprenditore che trasforma un contratto a tempo determinato in tempo indeterminato ha un trattamento privilegiato. E' il segno che si va verso la crescita". Massimo D'Alema però ribadisce che "quella sull'articolo 18 e' una norma confusa, sbagliata. Il governo ha fatto un errore e noi vogliamo aiutarlo a correggere. Era possibile trovare una soluzione senza creare un clima di rottura". "Noi non vogliamo ne' fare la guerra al governo Monti ne' rovesciarlo - spiega D'Alema - ma si e' creato un problema e ora bisogna cercare di risolverlo in Parlamento". Dal Pdl, Fabrizio Cicchitto mette in guardia governo e Parlamento: il Pdl, avverte, si battera' affinche' il ddl sul lavoro non venga stravolto e non passino i diktat Bersani-Camusso. E l'Italia dei Valori annuncia un "Vietnam parlamentare" contro la riforma. 'Il governo mente - dicono in una nota congiunta il presidente Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi -. I nuovi ammortizzatori sociali riducono drasticamente il periodo di copertura in caso di licenziamenti, basti pensare, ad esempio, che la mobilita' passa dagli attuali 24 mesi ai 12 previsti dall'Aspi e, per gli ultra 55enni, da 36 a 18 mesi. Inoltre, non e' stato affrontato nessuno degli argomenti che permetterebbero realmente agli investitori stranieri di venire in Italia, vale a dire: la clamorosa evasione fiscale, usata ormai come forma di concorrenza sleale, la burocrazia che impedisce la certezza dei tempi e alimenta forme di corruzione molto piu' estese che nel periodo di Mani Pulite e l'enorme tassazione sul lavoro, senza contare che intere aree italiane, da nord e sud, sono sottoposte al controllo economico delle mafie".