Milano, 4 apr. (Adnkronos/Ign) - "Sono sereno. Io di soldi dalla Lega non ne ho mai presi" come "anche la mia famiglia". E' quanto precisa Renzo Bossi prima di inizio dei lavori del consiglio regionale lombardo al Pirellone commentando l'inchiesta che coinvolge l'ex tesoriere padano Francesco Belsito. "Non li ho presi in campagnia elettorale e non li prendo adesso da consigliere. Anzi -spiega- come tutti i miei colleghi do una percentuale al movimento e come tutti mi pago il leasing della macchina e vivo in affitto" Il figlio del leader del 'Carroccio' sottolinea che "anche la mia famiglia i soldi dalla Lega non li ha mai presi. E deve ancora finire di pagare la ristrutturazione della casa di Gemonio questo perché i lavori sono stati fatti quando mio papà era in ospedale". "Ci sono i bilanci, c'è un Consiglio federale -spiega Bossi junior- e ci sono i probiviri che hanno il potere di controllo sull'amministratore della Lega. Non è che l'amministratore ha sempre fatto quello che voleva -aggiunge- perché è sempre stato controllato per cui di bilanci opachi non ce ne sono. C'è un Consiglio federale -insiste Renzo Bossi- che è a conoscenza di quelli che sono i bilanci della Lega e di tutti gruppi regionale e parlamentari che la Lega ha". Quanto alla magistratura, dice "ho fiducia nella giustizia perché so che di soldi non ne ho presi e ad ogni domanda sarà data la giusta risposta". Nega le accuse anche Rosi Mauro. ''Smentisco categoricamente tutte le notizie riguardanti la sottoscritta riportate dalla stampa'', afferma la vicepresidente del Senato, precisando che ''le accuse nei miei confronti e nei confronti del Sinpa, il Sindacato Padano che ho contribuito a fondare e che mando avanti con assoluta serietà e trasparenza, sono del tutto infondate". Intanto, sul fronte delle indagini, i pm di Napoli, che indagano insieme con i colleghi milanesi e di Reggio Calabria, hanno ascoltato per due ore come persona informata sui fatti Daniela Cantamessa, una delle segretarie di Bossi. L'audizione è stata effettuata in Procura a Milano, alla presenza del pm napoletano John Henry Woodcock. Interrogata anche Nadia Dagrada, dirigente amministrativa della Lega e responsabile dei gadget per il Carroccio. Entrambe erano state già ascoltate ieri. La Procura di Milano prima, e Napoli poi, hanno inoltre chiesto a Montecitorio di poter sequestrare i documenti contenuti in una cassaforte nella stanza di Belsito. L'ex tesoriere del Carroccio non è parlamentare, ma disponeva di un suo ufficio ad uso esclusivo nella struttura di via Poli, data in uso alla Lega. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini dopo aver avuto il via libera del gruppo del Carroccio, Gianpaolo Dozzo, ha dato il suo placet alla richiesta dei Pm. L'autorizzazione al sequestro non è dovuta passare per la Giunta per le Autorizzazioni della Camera proprio perché Belsito non è un parlamentare.