Strage Bologna, Carlos pronto a parlare. Bordoni: Procura lo senta, sennò lo farò io
Bologna, 6 apr. - (Adnkronos/Ign) - "Stamattina alle 9 ho depositato in Procura a Bologna un'istanza, con allegata copia dei documenti inviatimi da Carlos, in cui chiedo che il Pm (ndr Enrico Cieri) valuti di andare a Parigi per sentirlo, perché penso che per un fatto così grave e per il quale, sono state spese già tante energie e risorse, sia la Procura a dover ascoltare cosa ha da dire". E' quanto ha spiegato all'Adnkronos l'avvocato bolognese Gabriele Bordoni, al quale il terrorista Illich Ramirez Sanchez, meglio noto come Carlos, dal carcere di Poissy a Parigi, ha inviato una lettera con cui non solo lo nomina suo difensore, ma nella quale si dice anche pronto a dire tutto ciò che sa sulla Strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
La lettera è stata pubblicata oggi su 'Il Resto del Carlino'. ''Egregio signore, ho appena ricevuto la sua lettera del 12 marzo scorso - scrive nella lettera - Vorrei aiutarla ad eliminare gli ostacoli al fine di trovare i veri responsabili dell'attacco terroristico di Bologna''.
''Tuttavia - continua Sanchez - dovremo incontrarci qui di persona non appena possibile al fine di preparare il miglior approccio tecnico per smantellare il muro di bugie che hanno bloccato la verità degli anni di sanguinari massacri di civili innocenti avvenuti in Italia''. ''Ci faccia sapere con largo anticipo - conclude Carlos - la data della sua visita", e firma "Vostro nella Rivoluzione, Carlos''.
Dunque afferma Bordoni che se la Procura "non intende andare a sentire" Carlos "ci andrò io, per dovere di difesa nei confronti del mio assistito ma anche per uno scrupolo morale" considerato che in ballo c'è la verità su una delle pagine più buie della storia d'Italia.
Intanto, la Procura di Bologna ha fatto sapere stamattina di aver proceduto con l'atto formale di rogatoria, per chiedere alla Germania di interrogare Christa Margot Frolich e Thomas Kram, affiliati tedeschi del gruppo di Carlos, e indagati dallo scorso agosto nell'inchiesta bis sulla strage di Bologna, aperta in seguito alle risultanze dei lavori della commissione Mitrokhin.
Aver presentato la rogatoria "mi sembra un atto logico e doveroso visto che sono indagati da mesi e non sono ancora stati sentiti, se non quando erano solo persone informate sui fatti" commenta Bordoni ricordando che "ora la loro posizione è diversa e non credo ci siano ostacoli da parte dell'autorità tedesca che ha sempre collaborato grandemente" con gli inquirenti italiani.
Più in generale, la cosiddetta pista palestinese da sempre bollata come una "bufala" dall'associazione dei parenti delle vittime guidata da Paolo Bolognesi "è fantascianza anche secondo me - precisa Bordoni - ma mi sembra meno fantascientifica l'ipotesi che ci possa essere stato un avvertimento al nostro Paese a contrasto delle infiltrazioni di palestinesi e di una presunta disponibilità da parte dell'Italia in questo senso".
"Carlos faceva il terrorista a quei tempi, in cui il clima era esacerbato - conclude Bordoni - e conosceva bene i suoi antagonisti, poi può darsi che le sue dichiarazioni possano essere solo un modo per allontanare una pista rispetto ad un'altra, ma se può fare invece riferimenti specifici le cose cambiano: bisogna sentirlo".
Una cosa, secondo il legale, in fondo non così difficile, "visto che Carlos si trova in un carcere della Francia, che è un Paese della comunità europea, in cui si può andare e tornare in un giorno, capirei le difficoltà se si trovasse ad esempio a Brasilia".
Bordoni, dunque, attenderà risposta alla sua istanza presentata in Procura. Se sarà accolta, "mi farò da parte" precisa, ma se la risposta sarà negativa, chiederà l'accreditamento all'ordine degli avvocati francesi, quindi il permesso al carcere di Poissy a Parigi e partirà per acoltare la versione di Carlos.
