Pechino, 10 apr. (Adnkronos/Xin) - Bo Xilai, l'alto funzionario del partito comunista cinese recentemente caduto in disgrazia, è stato sospeso oggi dall'ufficio politico del Comitato Centrale del partito comunista cinese e dal comitato centrale stesso. Lo riferisce l'agenzia stampa di stato cinese Xinhua, ricordando che Bo è sospettato di "gravi violazioni disciplinari". Lo scorso 15 marzo, Bo era stato destituito dal leader del partito nella provincia di Chongqing. L'agenzia stampa Xinhua, precisa che la Commissione Centrale per l'Ispezione disciplinare del partito comunista indagherà su Bo Xilai. la sospensione dal Comitato Centrale e dall'ufficio politico del comitato centrale avviene "in linea con la costituzione del partito comunista cinese e le regole per le indagini dei dipartimenti di ispezione disciplinare del partito comunista cinese. La vicenda di Bo Xilai, un tempo considerato un astro in ascesa del partito, è da alcuni mesi al centro di crescenti speculazioni politiche e voci di un possibile colpo di Stato, mentre il paese si prepara al congresso del partito comunista che in ottobre segnerà un cambiamento al vertice, con la prevista nomina di Xi Jinping a presidente cinese. Voci che si sono talmente diffuse da portare il governo di Pechino a ordinare il 31 marzo la chiusura di 16 siti web e la sospensione dei commenti sui due principali servizi di microblogging, Sina.com Weibo e Tencent (t.qq.com), una specie di twitter cinese. Tutto è cominciato lo scorso 6 febbraio quando Wang Lijun, capo della polizia di Chongqing, capoluogo della provincia dove Bo era il potente capo locale del partito, ha trascorso una notte nel consolato americano. Washington non ne ha spiegato i motivi e successivamente le autorità cinesi hanno dichiarato che Wang era sotto inchiesta, senza specificare le accuse. Wang era considerato un alleato di Bo. Ma recenti voci hanno suggerito che il capo della polizia volesse indagare su sua moglie Gu Kailai in relazione alla misteriosa morte di un uomo d'affari britannico, Neil Heywood, trovato cadavere l'anno scorso in un albergo di Chongqing. Il primo ministro cinese Wen Jiabao ha pubblicamente criticato Bo il 14 marzo, alla vigilia della sua rimozione da capo del partito a Chongqing, affermando che il partito deve portare avanti "riforme politiche" o rischiare di tornare al caos della Riforma culturale (1966-76). Frasi che sono state interpretate come un altolà ai sostenitori di Bo, contrari ad una transizione verso una "democrazia socialista". Si ritiene che diversi vertici militari e della sicurezza siano sostenitori di Bo e fra questi il potente Zhou Yongkang, responsabile delle forze di sicurezza cinesi. A quanto scriveva il New York Times a fine marzo, Zhou sarebbe stato l'unico dei nove membri del Comitato permanente dell'Ufficio Politico a votare contro la rimozione di Bo a Chongqing. Bo era rimasto però fino ad oggi uno dei 25 membri dell'ufficio politico.