Washington, 20 apr. (Adnkronos/Ign) - I paesi del G20 si sono impegnati ad aumentare le risorse dell'Fmi per oltre 430 miliardi di euro per far fronte alla crisi del debito. E' quanto si legge nel documento finale della riunione. Nel corso della riunione, si legge nel comunicato finale, ''sono stati presi impegni precisi per aumentare le risorse messe a disposizione del Fondo monetario internazionale di oltre 430 miliardi dollari in aggiunta all'aumento nell'ambito della riforma 2010. Queste risorse saranno disponibili per tutti i soci del Fondo monetario internazionale, e non destinato a una particolare regione''. Il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli, che ha preso parte ai lavori insieme al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha parlato di un "risultato soddisfacente". "Questa - ha aggiunto - è la realizzazione dell'impegno che Lagarde (il direttore del Fondo monetario internazionale) aveva con forza esplicitato negli ultimi mesi". Commentando la cifra complessivamente raccolta dai Paesi membri del G20 in favore del Fmi Grilli ha quindi precisato che "357 mld di dollari sono le risorse provenienti da Paesi che hanno già definito la loro quota di partecipazione". Oltre a questi "ci sono Paesi che hanno promesso contributi che poi definiranno in occasione del G20 dei Capi di Stato e governo di Los Cabos (Messico)". Anche la Cina e gli altri Paesi Brics, a detta del viceministro, si sono impegnati sul fronte finanziario, "senza tuttavia dare ancora una definizione esatta del loro impegno". Da parte sua, Visco ha detto che l'Italia ha ricevuto "apprezzamento per le misure attuate". E che "la situazione attuale è di moderato miglioramento e questa forte crisi che ha colpito alcuni Paesi sembra si stia stabilizzando". Tranquillizzando gli animi, Visco ha spiegato che "la volatilità degli spread va valutata nel contesto delle incertezze che ci sono". La cosa importante "è perseverare nella direzione presa dai Paesi. C'è infatti un accordo generale e la strada presa (per rispondere alla crisi economica) è quella giusta". Restano comunque le preoccupazioni riguardo all'economia globale. Come si legge nel comunicato finale della riunione dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20 di Washington: ''nonostante alcuni recenti miglioramenti rimaniamo preoccupati per la fragilità della ripresa economica globale''. ''Le azioni politiche recenti hanno ridotto le minacce immediate che emergono dalla crisi della zona euro, ma i rischi di ribasso restano elevati, anche da possibili rinnovate tensioni nella zona euro e dai prezzi del petrolio elevati e volatili. Il ritmo di crescita globale rimane modesto e incerto, con un impatto negativo sulla crescita in molti mercati emergenti e paesi in via di sviluppo. Noi crediamo che azioni immediate e concertate sono necessarie per ripristinare la fiducia e rilanciare la crescita globale attraverso politiche reciprocamente coerenti e tenendo conto delle ricadute''. ''Invitiamo le economie avanzate a dar seguito a interventi per ripristinare la stabilità e di attuare credibili e sostenibili programmi di aggiustamento fiscale come necessario per rafforzare la fiducia nella sostenibilità del debito, senza un inutile deprimente domanda interna e per più vigorose riforme strutturali e politiche macroeconomiche favorevoli per incrementare crescita globale -continua la nota del G20-. Chiediamo anche una migliore 'policy' per frenare le ricadute negative sotto forma di flussi di capitali volatili e prezzi delle materie prime. Chiediamo un attento monitoraggio del 'deleveraging' da parte delle banche dell'area dell'euro per assicurare che non ci sia un impatto negativo sulla disponibilita' di finanziamenti, anche per il commercio e le infrastrutture''. ''Siamo impegnati a sostenere una forte, inclusiva, crescita sostenibile ed equa contribuendo così alla ripresa globale -scrivono i ministri delle Finanze e banchieri centrali-. Ci concentreremo sulla creazione di posti di lavoro e su efficaci e accessibili reti di sicurezza sociale che proteggano i poveri e le persone vulnerabili''.