Roma, 7 mag. (Adnkronos) - Già dopo la poco esaltante performance del marito nel primo turno delle elezioni presidenziali, la signora Sarkozy, l'italiana di Francia Carla Bruni, ha iniziato a essere oggetto di lazzi e sfottò sulla Rete. "Carla Bruni ha cambiato il suo status su Facebook: da 'sposata' a 'situazione complicata'", recitava uno dei tweet che meglio riassume il senso dell'ironia che ha sommerso la première Dame. Per non parlare di chi non si lasciava sfuggire la facile occasione di citare il titolo di una canzone della Bruni, "Notre grand amour est mort " (Il nostro grande amore è morto), per anticipare il futuro della coppia presidenziale. Insomma, al di là delle poco eleganti insinuazioni sulla fedeltà della ex top model al presidente uscente e sulla sua passione per la ribalta, che mal si concilia con un abbandono dell'Eliseo, la domanda che molti - più che mai ora che Sarkozy è stato sconfitto - si pongono è: cosa farà Carlà? Sì, certo, la Bruni può vantare una carriera musicale dalla quale ricominciare, in questi anni messa un po' in sordina dal ruolo di moglie del presidente e poi dalla nuova maternità. Anche qui, però, l'ironia della Rete è impietosa: "Hollande vince le presidenziali. Panico in Francia. La Bruni potrebbe tornare a cantare...". La (ancora) première dame può sempre pescare tra gli esempi, più o meno recenti, di ex first ladies che si sono rifatte una vita uscendo dal cono d'ombra di mariti importanti (e ingombranti) e non più vincenti. Prima fra tutti, Hillary Clinton, attuale segretario di Stato Usa, peso massimo del Partito Democratico. Dopo gli ultimi 4 anni passati alla guida della diplomazia Usa, la ex first lady potrebbe tornare alla Casa Bianca in veste di vice di Obama, al posto dell'anziano (e gaffeur) Joe Biden. Tornando in Europa, sull'altra sponda del braccio di mare che separa la Francia dall'Inghilterra, Cherie Blair, moglie dell'ex premier britannico Tony, ha ripreso la sua brillante carriera di avvocato del foro londinese, specializzata in diritto del lavoro e in casi di discriminazione. L'ex first lady britannica, inoltre, ha un'intensa attività sul fronte della filantropia, attraverso la Breast Cancer Care, organizzazione che si occupa di lotta ai tumori nel Regno Unito e, a livello internazionale, tramite Jospice, organizzazione impegnata nel finanziamento di ospizi. L'intraprendente Cherie, dopo aver traslocato dal numero 10 di Downing Street, nel 2008 diede anche alle stampe il suo libro di memorie, "Speaking for Myself: The Autobiography", divenuto un best seller nella classifica del Sunday Times. Nuovamente in America, Laura Bush, moglie di George W., una delle first lady più amate, a dispetto dell'impopolarità che invece circondava il marito negli ultimi anni del suo mandato, ha mantenuto quel profilo discreto che l'accompagnò durante gli anni alla Casa Bianca. Dopo qualche iniziale voce di crisi con il marito, rilanciata dai siti di gossip americani, Laura Bush è rimasta impegnata come rappresentante Usa nelle campagne in Africa contro l'Aids e la malaria. In Spagna, la moglie dell'ex primo ministro José Maria Aznar, Ana Botella Serrano, dopo l'uscita di scena del marito, può comunque vantare una carriera politica in proprio di tutto rispetto, ovviamente nella fila del Partito Popolare. Dal dicembre dello scorso anno, infatti, è sindaco di Madrid, primo sindaco donna della capitale spagnola. Infine, tornando nuovamente in Francia, come non ricordare a Carla Bruni l'esempio di Bernadette Chirac, moglie dell'ex presidente Jacques, grande nemico di Nicolas Sarkozy, considerata all'epoca una delle première dame più attive sul fronte politico. Attualmente, la signora Bernadette è consigliere generale della Correze, ma a interessare Madame Bruni, potrebbe essere soprattutto il suo ruolo di membro del Consiglio di amministrazione di LVMH, la superholding del lusso e della moda.