Genova, 7 mag. (Adnkronos) - E' stato sparato a distanza molto ravvicinata il colpo che questa mattina ha ferito alla gamba destra Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare. Il manager è stato avvicinato da due persone a bordo di una moto, con il viso coperto dai caschi, una delle quali ha fatto fuoco colpendolo sotto il ginocchio. La moto è stata probabilmente già ritrovata. E' accaduto alle 8.10 in via Montello a Genova, a circa 200 metri dal civico di residenza di Adinolfi con il quale in quel momento c'era il figlio di 20 anni. Il manager è in "buone condizioni generali", hanno riferito i medici che lo hanno operato, il professor Federico Santolini, direttore dell'Ortopedia e traumatologia d'urgenza dell'ospedale San Martino, e il professor Angelo Gratarola, direttore dell'Unità operativa anestesia e rianimazione dello stesso ospedale. Adinolfi ha subito una frattura parziale della tibia, nessuna lesione vascolare e nervosa. Dalla parte dell'entrata del proiettile sul polpaccio è presente un'ustione, segno che "il colpo è stato sparato a distanza molto ravvicinata", hanno spiegato i medici. Adinolfi è arrivato in ospedale intorno alle 9, già soccorso dai sanitari del 118 ed è stato operato tra le 10.15 e le 10-45. Secondo quanto riferiscono i sanitari era lucido e tranquillo. La prognosi è di 45 giorni: dovrebbe lasciare l'ospedale entro fine settimana. La dinamica dell'attentato "suggerisce una matrice di tipo eversivo". E' una prima valutazione degli inquirenti all'Adnkronos, chiamati a fare luce sul ferimento dell'Ad di Ansaldo nucleare. Viene precisato, tuttavia, che "non si escludono altri moventi, come motivi privati". Al momento non sarebbe giunta alcuna rivendicazione per l'attentato. Nel frattempo la procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti per lesioni volontarie aggravate. Anche se le modalità fanno pensare a un attentato di tipo terroristico, gli inquirenti non trascurano nessuna ipotesi. "In una situazione di tensione sociale come l'attuale - ha detto il procuratore capo Michele Di Lecce - può esserci di tutto". Adinolfi non è stato ancora interrogato e lo sarà non appena le condizioni di salute lo permetteranno, probabilmente oggi stesso. Nella zona sono in ogni caso presenti telecamere, i cui filmati verranno passati al vaglio dagli inquirenti. Sul posto sono stati rinvenuti tre bossoli. ''Ho sentito un botto, ho pensato ai ragazzini che di solito giocano qui con i petardi, ma poi improvvisamente ho sentito urlare per due o tre volte 'mi hanno sparato'. A quel punto sono uscito per strada per vedere cosa era successo e ho visto un signore per terra che sanguinava, con due persone a fianco che lo stavano soccorrendo e gli legavano la gamba'', racconta il portiere dello stabile di via Montello non lontano dal luogo del ferimento dell'ad di Ansaldo. "Dopo due minuti - ha aggiunto il portiere - è arrivata l'ambulanza e poi sono venuti i carabinieri. Non conoscevo la vittima, ma so che abita da queste parti. In questa zona, a quell'ora, poche persone passano a piedi, molti portano i figli a scuola ma in macchina. Questa è una zona tranquillissima. Sono anni che vivo qui e non è mai successo niente, neanche un litigio. Siamo rimasti tutti colpiti dall'accaduto".