Grecia, Samaras pronto a coalizione ma voto lascia il Paese nell'incertezza
Atene, 7 mag. - (Adnkronos/Dpa) - La Grecia si è svegliata nell'incertezza con un parlamento frammentato che renderà molto difficile la formazione di un nuovo governo dopo le elezioni di ieri. Come leader del primo partito, sarà il capo dei conservatori di Nuova Democrazia, Antonis Samaras, a essere incaricato per primo di formare il futuro esecutivi. Samaras ha detto di voler puntare ad un "governo di salvezza nazionale" che mantenga la Grecia in Europa e prosegua con la politica di austerità, ma i numeri rendono difficile questa opzione.
Nuova Democrazia ha ottenuto solo il 18,8%, ma come primo partito ha diritto ad un premio di maggioranza e secondo i risultati quasi definitivi avrà 108 deputati. I socialisti del Pasok, arrivati terzi con un umiliante 13,19%, sono disponibili ad un'alleanza, ma dispongono di 41 deputati. Insieme i due partiti arrivano a 149 seggi, due di meno rispetto alla maggioranza minima necessaria di 151 seggi sui 300 del parlamento di Atene.
Serve dunque un altro partito e tutti gli occhi sono puntati su Sinistra Democratica, che ha il 6,10% e 19 seggi. Il suo leader, Fotis Kouvelis, si è sempre detto filoeuropeo, ma ieri sera ha escluso di entrare in una coalizione con Nuova Democrazia e Pasok.
Secondo la legge greca, Nuova Democrazia avrà tre giorni di tempo per cercare possibili partner per una coalizione. Se fallirà, l'incarico passerà per altri tre giorni al secondo arrivato, ovvero la Coalizione della Sinistra Radicale (Syriza) di Alexis Tsipras che ha ottenuto il 16,7% (52 seggi) e vuole formare una coalizione di partiti contrari al prestito internazionale e alle misure di austerità. Se anche Tsipras non riuscisse a formare una coalizione entro tre giorni, sarebbe il leader socialista Evangelos Venizelos a fare il terzo tentativo. Fallito il quale si tornerebbe a votare, probabilmente il 17 giugno.
Deciso a rimanere in Europa, Samaras ha tuttavia dichiarato di voler rinegoziare alcuni termini del prestito internazionale in modo da poter favorire la crescita. Non è chiaro se questo basterà a convincere un terzo partito a partecipare ad una coalizione di governo. Al quarto posto, con il 10,6% e 33 seggi si è piazzato Greci indipendenti, un partito di destra nato proprio per opporsi al prestito internazionale. Seguono i comunisti del Kke con l'8,47% (26 seggi), da sempre in prima fila contro le misure di austerità, e il partito neonazista Alba Dorata, che per la prima volta entra in parlamento, con il 6,9% e 21 seggi.
Dal canto suo la Commissione europea ha esortato le forze politiche greche a "lavorare in spirito di responsabilità per formare un governo con una maggioranza stabile e noi speriamo che questo avvenga rapidamente". "Abbiamo preso nota delle elezioni greche" ha detto la portavoce dell'esecutivo Ue, Pia Ahrenkilde assicurando che la Commissione è "fiduciosa" nella permanenza della Grecia nell'eurozona e "resta pronta a continuare ad assisterla nell'agenda di riforme in corso nel quadro del secondo di programma di aggiustamento economico che costituisce la base di una ripresa economica con una crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro". "La Commissione - ha poi sottolineato la portavoce - spera e si aspetta che il futuro governo rispetti gli impegni che ha assunto" con l'Unione Europea.
