Siria, due potenti esplosioni a Damasco. Ministero Esteri: 55 morti, oltre 370 feriti
Damasco, 10 mag. - (Adnkronos/Aki) - E' di 55 morti e 372 il tragico bilancio del duplice attentato avvenuto questa mattina a Damasco, nel distretto di al-Mazzeh. Lo ha riferito il ministero siriano degli Interni, in una nota rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera.
Nel dare la notizia delle due potenti esplosioni, la tv di Stato ha riferito che in quel momento "c'era gente diretta a lavoro e bambini che andavano a scuola", riferisce l'emittente. Le deflagrazioni sono state molto potenti tanto da distruggere circa 40 auto presenti nella zona e danneggiare gli edifici circostanti.
Il duplice attentato è stato eseguito da due kamikaze, ha riferito ancora il ministero dell'Interno siriano, e che i due "erano a bordo di due vetture cariche di esplosivo". Il ministero ha inoltre lanciato un appello alla popolazione, invitando i cittadini "a fare il loro dovere nel segnalare qualsiasi azione sospetta e a fornire informazioni su attività terroristiche in difesa della sicurezza e della stabilità del Paese".
I due attentati "sono stati eseguiti a poca distanza da una sede della sicurezza siriana fedele al presidente Bashar al-Assad", ha detto dal canto suo l'attivista siriano Omar Hamza alla tv satellitare 'al-Arabiya'. Secondo l'emittente di Dubai, le esplosioni registrate oggi nella capitale siriana "sono state le più potenti mai registrate nel Paese dall'inizio della rivolta contro Assad".
"Il regime siriano è dietro questi attentati a Damasco". E' quanto ha dichiarato Haytham al-Maleh, attivista politico e leader del Fronte d'Azione nazionale siriano, un gruppo di opposizione al presidente siriano Bashar al-Assad, citato dall'emittente 'al-Arabiya'. Secondo al-Maleh, noto per aver fondato nel 2001 'Human Rights Association in Syria', "il regime al potere è dietro anche l'attentato di ieri a Daraa contro gli osservatori dell'Onu. Solo loro hanno interesse a compiere azioni del genere". L'attivista ha anche accusato "Russia e Cina di avere grosse responsabilità per il protrarsi delle violenze in Siria". La stessa posizione è stata espressa da un altro oppositore siriano, Bassam Jaara, che da anni vive in esilio a Londra. "L'attentato di oggi è stato eseguito dal regime siriano in risposta alle critiche dell'inviato speciale Kofi Annan - ha spiegato - l'opposizione non compie crimini di questo genere".
"Noi, la comunità internazionale, siamo con il popolo siriano e chiediamo a tutti, dentro e fuori la Siria, di aiutarci a fermare la violenza". E' quanto ha dichiarato il capo degli osservatori Onu, il generale norvegese Robert Mood. "Questo è un altro esempio delle sofferenze patite dal popolo siriano a causa degli atti di violenza. Le abbiamo viste qui a Damasco e in altre città e villaggi di tutta la Siria", ha precisato Mood che ha poi voluto fare le condoglianze ai familiari delle vittime della strage.
Una "forte condanna" per gli attacchi "puramente terroristici" è arrivata dall'Ue che ritiene che il piano Annan tuttora sia il "modo migliore di procedere", costituendo "l'ultima chance per arrivare a una soluzione pacifica" della situazione in Siria. Lo ha affermato il portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton, condannando anche gli attacchi di ieri contro la missione Onu a Deera e sottolineando quindi che "la responsabilità sta ora più che mai sulle spalle delle autorità siriane".
