Roma, 16 mag. (Adnkronos) - ''Raccomandiamo di procedere velocemente con l'approvazione della riforma'' del mercato del lavoro, ''che creerà posti di lavoro''. Lo afferma il direttore del dipartimento europeo Fmi, Reza Moghadam nel corso della conferenza stampa della missione annuale del Fondo monetario internazionale. ''L'Italia è a buon punto - registra in ogni caso Moghadam, - ha fatto notevoli progressi''. Il percorso dell'Italia ''non si conclude qui, bisogna rilanciare la crescita'' e le riforme ''sono essenziali''. "Con l'attuazione delle riforme strutturali il Pil dell'Italia può crescere del 6 per cento", osserva. Su tale valutazione interviene anche il suo vice Aasim Husain che specifica come tale stima sia "una valutazione su un periodo di almeno 5 anni" condotta esaminando "l'effetto delle misure nel caso l'Italia seguisse il trend di altri Paesi europei". Peraltro, aggiunge Husain, "se l'Italia superasse la media europea questo aumento del Pil sarebbe addirittura maggiore". "Quella del consolidamento fiscale è un'area in cui l'Italia ha fatto enormi progressi, che permetteranno il prossimo anno all'Italia di avere il più alto avanzo primario in Europa", prosegue Moghadam parlando di "risultati impressionanti" e sottolineando la necessità di "continuare a spostare la composizione dell'aggiustamento verso i tagli alla spesa, che assicurerebbero risparmi definitivi e permetterebbero di tagliare il peso delle tasse sul lavoro". Per l'Italia, rimarca Husain, "è essenziale andare avanti con la spending review, è indispensabile agire rapidamente per tagliare le spese non produttive". Husain invita anche a "riequilibrare il risanamento" dei conti pubblici "per rilanciare la domanda interna". Quanto al sistema bancario italiano, dice il direttore del dipartimento europeo Fmi, ''ha molti aspetti positivi che gli hanno permesso di affrontare la crisi globale, ma deve migliorare i livelli di capitale e liquidità" per aumentare la sua resistenza. Nel documento si sottolinea come i prestiti in sofferenza siano saliti all'11 per cento nel 2011 e questo "lascia le banche italiane vulnerabili" a nuovi ribassi. Il rapporto del Fondo invita la Banca d'Italia a "estendere gli stress test a un numero maggiore di istituzioni, incluse le banche di medie dimensioni".