Palermo, 23 mag. - (Adnkronos/Ign) - Giornata di commemorazione a Palermo per i 20 anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio. Al porto questa mattina sono arrivate le due navi della legalità partite da Napoli e Civitavecchia ribattezzate 'Giovanni' e 'Paolo' in onore dei due giudici. A bordo oltre 2.500 studenti provenienti da tutta Italia. "Caro Paolo siamo tornati per non dimenticare", è il lungo striscione sorretto dagli studenti, dal ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, e tra gli altri anche dal Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Presente anche una delegazione dell'Istituto 'Morvillo Falcone' di Brindisi, dove sabato scorso è morta in un attentato la sedicenne Melissa Bassi. Ad attendere le navi, sotto una pioggia battente (che ha ridotto al minimo i festeggiamenti), le autorità e migliaia di studenti delle scuole di Palermo e provincia. All'aprirsi lento del portellone uno scroscio di applausi, mani di cartone alzate a salutare, palloncini colorati lanciati verso il cielo e un grandissimo "Benvenuti a casa nostra". Dalle navi al grido 'Giovanni e Paolo' gli studenti annunciano: "Siamo arrivati! Questo viaggio di oggi - grida uno studente da un megafono - è la dimostrazione che la scuola è viva". Sul molo un grande "grazie di essere qui, ogni anno è sempre più bello" e migliaia di bandiere tricolore. Dal palco saluta e ringrazia anche Maria Falcone, sorella del giudice: "Felice di vedere ogni anno sempre più partecipazione. La società civile nella consapevolezza della legalita è più avanti della politica che non ha ancora fatto piazza pulita. Oggi - aggiunge - dopo la stagione delle stragi c’è una nuova stagione perchè tutto è cambiato". Parte degli studenti, in corteo, vanno all'aula bunker dell'Ucciardone, altri, invece, si recano in diverse piazze simbolo della città, dove sono stati allestiti 'villaggi della legalità'. Proprio nell'aula bunker dell'Ucciardone, oggi luogo della commemorazione della strage di Capaci alla presenza tra gli altri del capo dello Stato Giorgio Napolitano e del presidente del Consiglio Mario Monti, due compagne di classe di Melissa Bassi, Aurora e Chiara, ricordano l'orribile attentato che ha portato via per sempre la loro amica. "Ho chiamato mia mamma dicendole che era scoppiata una bomba - dice Aurora ancora terrorizzata da quei momenti - poi ho mandato un sms a un compagno dicendogli di restare a casa. Il tempo in quei momenti sembrava essersi fermato". E ancora: "Non è giusto che qualcuno interrompa i battiti dei nostri cuori". Ricorda Melissa anche il procuratore Grasso. Nel suo intervento nell'aula bunker dell'Ucciardone (c'è anche una folta rappresentanza dell'Fbi americana), esordisce: "Siamo qui per ricordare Melissa, che ha viaggiato con noi sulla nave della legalità e per ricordare Falcone e Borsellino, per dare il giusto valore alla memoria e al patrimonio che ci hanno lasciato''. ''Falcone e Borsellino sono stati e sono punto di riferimento non solo per me ma per il Paese. Per i valori che hanno saputo trasmettere e per per la speranza che sapevano infondere''. Il procuratore quindi ripercorre la parte umana oltre che professionale della sua lunga amicizia con il giudice Falcone. "Noi cerchiamo sempre la verità - sottolinea il procuratore - Non sempre è stato facile, ma oggi c’è un maggiore consapevolezza circa una battaglia che va combattuta fino in fondo. Ora ci vuole la collaborazione di tutti. Qualcuno non ha detto tutto. È il momento di farlo. Chiunque sa parli, da qualunque parte stia". Da Palermo a Roma. Qui, al sacrario della Scuola superiore di polizia in una cerimonia di commemorazione della strage di Capaci il presidente della Commissione antimafia Beppe Pisanu dichiara: ''Venti anni sono tanti, ma è viva la memoria e soprattutto l'impegno dell'antimafia come del resto dell'intera magistratura e delle forze dell'ordine di acclarare tutta la verità sulla stagione delle stragi di Stato". Oggi a Palermo, ricorda Pisanu, ci sono ''tanti giovani e anche i ragazzi della scuola Morvillo-Falcone, insieme agli uomini dello Stato e delle forze dell'ordine: tutti legati -osserva Pisanu- dall'impegno comune e dalla volontà di riscattare le terre oppresse dalla mafia. C'è in tutti loro la consapevolezza che il cancro della criminalità organizzata sia esteso a tutto il Paese e va combattuto con uguale energia anche quando non si manifesta con la violenza di un tempo, ma è sempre una minaccia grave che incombe sull'economia, sulla società e sulle istituzioni. Da ciò -conclude Pisanu- l'impegno a fronteggiare il crimine organizzato efficacemente in ogni angolo del Paese''.