Ue: Atene resti in euro. Stallo su eurobond Piazza Affari rimbalza con europee
Bruxelles, 24 mag. - (Adnkronos) - "Un vertice promettente che ha dato un'accelerazione" sui temi della crescita, anche se bisogna "fare di più". Così il premier Mario Monti ha sintetizzato la cena informale di ieri dei leader dei 27, conclusasi all'1,30. "Si sono aperti moderati spazi per quei Paesi, come l'Italia, che stanno portando avanti" politiche di rigore, ha detto Monti nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha sottolineato di "non essere sfiduciato sui ritardi dell'Europa, so che procede in questo modo".
"Per questo bisogna spingerla, è un oggetto lento da muovere", ammette, dicendosi poi "rincuorato, perché vedo che ci sono situazioni più confortevoli ma anche Paesi che sono in difficoltà spiccata e penso a come era l'Italia in quel tavolo solo sei mesi o otto mesi fa". "Occorre per l'Europa una politica di maggiori investimenti che trovino spazi dentro vincoli e finaziamenti", esorta ancora il premier, riconoscendo come "queste siano cose che un po' lentamente si stanno affermando". Monti, infine, ha annunciato che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha accettato l'invito al vertice a Roma con il presidente francese Francois Hollande e con il premier spagnolo Mariano Rajoy che dovrebbe tenersi prima della fine di giugno.
Sul fronte delle misure per rilanciare la crescita, il summit ha individuato alcune "piste" da seguire: ricapitalizzazione della Banca europea degli investimenti, project bond, miglior uso dei fondi strutturali, bilancio Ue 2013. Se ne riparlerà a giugno, quando sul tavolo ci sarà anche la Tobin Tax.
E ha lanciato un messaggio ad Atene: "Vogliamo che rimanga nell'eurozona, ma rispetti gli impegni", ha detto al termine della riunione il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che, leggendo una breve dichiarazione, ha espresso l'auspicio che al voto del prossimo 17 giugno il nuovo governo "faccia la scelta" di un futuro più prospero all'interno dell'area euro. Le parole di Van Rompuy a nome dei 27 sono arrivate dopo le indiscrezioni sull'ennesimo piano europeo per l'uscita di Atene dalla moneta unica, indiscrezioni che hanno fatto crollare ieri le borse, e che sono state smentite dalla Grecia. Su questo, il presidente dell'Eurogruppo e premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker, ha chiarito: "Dobbiamo considerare tutti i tipi di eventi, ma la nostra ipotesi di lavoro è che resterà" nell'euro.
Il vertice ha anche preso atto che qualcosa sul tema degli eurobond "si muove", per dirla con Mario Monti, nonostante resti ferma l'opposizione della Germania, convinta che le obbligazioni europee "non contribuiscono alla crescita". In questa prospettiva, il presidente del Consiglio europeo ha annunciato che "a giugno, in stretta cooperazione con il presidente della Commissione, il presidente dell'Eurogruppo ed il presidente della Bce, riferirà sui principali elementi e sui metodi di lavoro per raggiungere questo obiettivo"
Il neopresidente francese François Hollande, intanto, al suo debutto sulla scena europea, ha chiesto che la prospettiva degli eurobond sia inscritta sull'agenda dell'Ue in vista del vertice di fine giugno, nell'ottica di realizzare una maggiore integrazione economica, necessaria per affiancare quella monetaria. "Ho una concezione diversa" rispetto alla Merkel, che "non considera gli eurobond come un elemento di crescita ma come una prospettiva lontana di integrazione", ha sottolineato Hollande, osservando come Berlino consideri le obbligazioni europee come "un obiettivo", mentre Parigi "un punto di partenza".
Nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, Hollande ha rivendicato di "non essere solo nella difesa degli eurobond". Accanto a lui, c'era Monti, con il quale ha sostenuto la necessità di "un'integrazione" europea "dei meccanismi di supervisione finanziaria e delle garanzie dei depositi" bancari. "E' un punto sul quale ritorneremo", ha assicurato il presidente francese, sostenendo di aver registrato con il premier italiano convergenze "su molti punti" "L'idea - ha sottolineato ancora Hollande - e' di mettere energia nel motore della crescita. Non tutti i Paesi membri condividono necessariamente le mie idee, ma alcuni si sono espressi nella stessa direzione".
L'asse Roma-Parigi sulla crescita è stato confermato dallo stesso Monti, che ha parlato di "parallelismi" con il presidente francese, riconoscendo poi che la cancelliera Merkel "è molto sensibile" ai temi della crescita.
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