Grillo: "Non vogliamo soldi soldi pubblici" La Lega valuta l'addio al Parlamento
Roma, 24 mag. - (Adnkronos/Ign) - "La febbre terzana che ha colpito Bersani che sproloquia di "non vittoria" ha colpito anche Azzuro Caltagirone, in arte Casini. Premessa: il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato in passato il rimborso elettorale di un milione e settecentomila euro per le regionali e rinuncera' ai rimborsi per le prossime politiche, che potrebbero superare i 100 milioni di euro e piu' con le attuali previsioni di voto. Quindi i soldi il M5S non li vuole. Difficile da capire per i partiti che sui soldi ci campano, ma e' "Tutto Vero", come titolo' la Gazzetta dello Sport dopo la vittoria della nazionale in Germania che poi ando' a Berlino". Cosi' il leader del Movimento, Beppe Grillo, in un messaggio postato sul suo blog. Ad accompagnare le righe che polemizzano sulle norme, in discussione alla Camera, sull'erogazione dei rimborsi elettorali, una foto ritoccata di Casini, in cui il leader dell'Udc ricorda Albert Einstein, al lato la scritta 'un'idea diversa'.
"La mossa piercasinanda (copyright Travaglio) e' da vero politico consumato - incalza Grillo - Riflettete: se il M5S non vuole i soldi e' allora necessaria una legge ad hoc per impedirgli di prenderli! L'Udc ha presentato un emendamento che condiziona l'erogazione dei contributi all'esistenza di uno Statuto, che tutti i partiti hanno, come e' ovvio e quindi e' ad hoc per il M5S. La Camera ha approvato entusiasta con 342 si, 104 astenuti e 54 no. Il MoVimento 5 Stelle ha uno Statuto di soli 7 punti che non prevede neppure l'esistenza di un tesoriere, ne' tanto meno di finanziamenti elettorali. Si chiama "Non Statuto", ma e' uno Statuto a tutti gli effetti. Lo propongo come modello ai partiti, non invochero' il copyright. Invece di tagliare i loro contributi di un miliardo di euro, li tagliano al M5S che non li vuole. Geniale!".
"L'emendamento udiccino - prosegue il leader del M5S - conteneva anche un appello alla democrazia, lo Statuto (quello che consente di prendere i soldi) deve essere "conformato a principi democratici nella vita interna con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze, ai diritti degli iscritti"".
"Ma questo - per Grillo - e' un autogol, una mossa degna di Tafazzi, del QI di Casini. I candidati nei partiti sono infatti "nominati" dai segretari di partito grazie alla legge elettorale "Porcellum", alla faccia della democrazia interna, quindi non potranno piu' percepire rimborsi. Giusto? Giusto! A proposito, qualcuno mi presta i soldi per la colazione?".
Intanto, per quanto riguarda il testo sulla trasparenza dei bilanci e sul finanziamento dei partiti, Montecitorio ha approvato un emendamento presentato dai relatori grazie al quale i 150 mln di euro risparmiati con il taglio dei rimborsi elettorali andranno ai terremotati dell'Emilia Romagna e alle popolazioni che hanno subito danni causati da eventi naturali negli ultimi tre anni. A favore dell'emendamento si sono dichiarati tutti i gruppi politici.
L'emendamento approvato prevede che l'importo del risparmio sia destinato ai comuni e alle comunita' locali "coinvolti in eventi di terremoto o altri disastri naturali avvenuti dopo il primo gennaio 2009". A favore dell'emendamento si e' dichiarato anche il sottosegretario Gianpaolo D'Andrea.
