Brescia, 28 mag. (Adnkronos) - Si sono vissuti alcuni momenti di tensione fra le forze dell'ordine e degli studenti che volevano fare irruzione in Piazza della Loggia a Brescia, dove si è tenuta la commemorazione del 38/mo anniversario della strage che costò la vita a 8 persone. Secondo la ricostruzione degli agenti, c'era un accordo per un corteo di studenti che da Piazza Garibaldi avrebbe dovuto raggiungere Piazza della Loggia solo al termine del comizio dei sindacati. Gli studenti, invece di fermarsi davanti al tribunale come stabilito, hanno accelerato e hanno preso, da un vicino cantile edile, alcune mazze, reti e sassi, poi lanciate all'indirizzo dei poliziotti. Tra le forze dell'ordine si contano quattro-cinque contusi, mentre la versione del collettivo studentesco è diversa:'' Ci hanno manganellato a freddo''. Dopo gli scontri in Corso Matteotti gli agenti hanno fatto proseguire il corteo fino a Piazza della Loggia, mentre dal palco parlava il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. In occasione dell'anniversario della strage, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio al sindaco di Brescia, Adriano Paroli. "Nel trentottesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia - si legge -, che così drammaticamente colpì Brescia e l'intero Paese, rendo commosso omaggio ai cittadini inermi che persero la vita in quel terribile giorno e ai tanti feriti di un attentato vile e sanguinoso". "Comprendo e condivido - prosegue il capo dello Stato - la profonda amarezza di tutta la comunità bresciana e in primo luogo dei famigliari delle vittime, lasciati ancora una volta senza il conforto di un accertamento e di una sanzione di colpevolezza per i responsabili di quella tragedia ispirata da ciechi disegni terroristici ed eversivi. Lo scorso 9 maggio, in occasione della celebrazione del 'Giorno della Memoria' ho però ricordato che il corso della giustizia deve - pur nei limiti in cui è rimasto possibile - continuare con ogni scrupolo e che, nel contempo va però fin da ora messo in luce quanto è emerso, dalle carte processuali e dalle inchieste parlamentari, sulla matrice di estrema destra neofascista di quell'azione criminale e sugli ostacoli che una parte degli apparati dello Stato frappose alla ricerca della verità". "In questo momento, assume perciò un significato ancora maggiore l'ammirevole iniziativa delle Amministrazioni comunale e provinciale e dell'associazione dei famigliari dei caduti di creare, scolpendo nella pietra i nomi delle vittime del terrorismo, un itinerario cittadino capace di ripercorrere eventi tragici della nostra storia repubblicana e di ricollegarli idealmente ai momenti fondativi della comunità nazionale. Con questi sentimenti, esprimo a lei, signor sindaco, e a tutti i famigliari delle vittime, la solidale vicinanza e la intensa partecipazione mie e della Nazione". Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, intervenendo durante la commemorazione, ha dichiarato: "Bisogna continuare a lavorare, a indagare a impegnarci comunque a cercare una verità perché occorre anche una verità dichiarata, una definitiva sentenza della magistratura". Per il ministro "il messaggio che deve passare è che non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. La verità arriverà". ''Siamo costernati di essere a Brescia oggi senza verità - ha continuato -, una verità che a un certo punto sembrava arrivare". Per il ministro la verità "è un dovere non possiamo tralasciare nessun ricordo di quegli anni terribili. Non trascureremo nessun impegno per arrivare a una soluzione definitiva". Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha affermato nel suo intevento: "Sul nostro Paese soffia di nuovo un vento che non ci piace. Magari le matrici sono diverse, ma le finalità sono le stesse". Bisogna chiudere "la pagina della violenza - ha sottolineato -, con la violenza nulla torna e invece torna la strategia della tensione come nel 1974 quando veniva colpita la democrazia". Per il segretario generale della Cgil, c'è il rischio "che si riapra una stagione fosca, alcuni intrecci ci fanno pensare", per questo bisogna ribadire i valori su cui si fonda la democrazia per evitare che possa tornare "la paura e il terrore".