Caso Marò, concessa la libertà su cauzione
New Delhi, 30 mag. (Adnkronos) - L'Alta Corte del Kerala ha concesso la libertà su cauzione ai due fucilieri di Marina italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati di avere ucciso due pescatori indiani. Lo riferisce la stampa locale.
La Corte ha chiesto per i due militari un deposito di 10 milioni di rupie. Inoltre, è stato chiesto a due cittadini indiani di farsi garanti per la loro liberta'. I due maro' italiani erano stati arrestati lo scorso 19 febbraio e attualmente erano detenuti in custodia giudiziaria presso la Borstal School di Kochi.
Tra le misure imposte dall'Alta Corte del Kerala c'è la consegna dei loro passaporti e il divieto di lasciare la città di Kochi. "La Corte ha concesso la libertà imponendo condizioni stringenti, compreso il versamento di una cauzione di 10 milioni di rupie a testa (143mila euro)", ha commentato ai giornalisti C Unnikrishnan, avvocato dei pescatori che, secondo l'accusa, sarebbero stati uccisi da Latorre e Girone. I due militari, ha aggiunto il legale, "dovranno anche fare rapporto alla polizia ogni giorno. Sono condizioni -ha spiegato- imposte per garantire la loro presenza al processo".
Dal Times of India è stato inoltre reso noto che la corte ha stabilito che i due marò italiani dovranno risiedere in un edificio in un raggio di 10 chilometri di distanza dal quartier generale della polizia di Kochi dove dovranno presentarsi ogni giorno tra le 10 e le 11 del mattino, ed ogni volta che sarà richiesto.
Di fronte a queste condizioni il ministro degli Interni dello stato del Kerala, T Radhakrishnan, ha detto che il governo non si opporrà alla decisione del rilascio su cauzione. "Noi eravamo fortemente contrari alla cauzione perché avrebbe potuto permettere ai marine italiani di non essere presenti in India per il processo - ha detto - così volevamo che la loro presenza fosse garantita".
Nessun "trionfalismo" dopo la notizia perché l'Italia continua a subire un "torto pesante". Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, durante l'audizione al Senato davanti alle Commissioni Esteri e Difesa del Parlamento commenta così le notizie dall'India. "Non c'è alcun motivo di trionfalismo, anche se la decisione dovesse essere confermata nel modo più aperto -ha detto il titolare della Farnesina- perché stiamo continuando a subire un torto pesante. Si sta continuando a violare la giurisdizione esclusiva dell'Italia sui militari italiani e sulle navi battenti bandiera italiana".
