Obama premia Bob Dylan con la medal of Freedom: "Gigante della musica"
Washington, 30 mag. (Adnkronos) - "Oggi tutti da Bruce Springsteen agli U2 hanno con Bob un debito di gratitudine". E' quanto ha detto Barack Obama conferendo a Bob Dylan la medal of Freedom, il piu' alto riconoscimento civile negli Stati Uniti, e definendo il menestrello padre della musica di protesta degli anni '60 "un gigante della musica".
E se il 72enne cantante americano e' stato proposto molte volte, senza successo, per premio Nobel per la letteratura, Toni Morrison, un'altra dei premiati da Obama, il massimo riconoscimento letterario mondiale l'ha ottenuto nel 1993. "La cosa meravigliosa per me e' che molte di queste persone sono miei eroi che hanno avuto un impatto diretto sulla mia vita", ha sottolineato il presidente raccontando come sia stato sempre coinvolto e commosso dalle canzoni di Dylan e i romanzi della Morrison.
Premiati anche l'ex segretario di Stato Madaleine Albright e l'astronauta John Glenn. "Abbiamo moltissimo pubblico oggi a riprova di quanto sia 'fico' il gruppo dei premiati - ha detto scherzando Obama - tutti sono voluti venire a vederli".
"Alcuni di loro sono delle celebrita', altre hanno lavorato in silenzio, lontano dai riflettori", ha aggiunto il presidente sottolineando come la medaglia della liberta' riconosce l'impegno profuso per il bene della nazione.
Premiato anche uno dei partigiani che si oppose ai nazisti in Polonia, Jan Karski. E nella foga del discorso in cui ha ricordato la sua lotta per la resistenza polacca "nei giorni piu' buii della Seconda Guerra Mondiale", Obama e' anche inciampato in infelice lapsus parlando dei "polish death camp" per intendere i campi di sterminio nazista che si trovavano in territorio polacco.
Il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale si e' subito affrettato ad esprimere rammarico ed a corregge il lapus del presidente, che aveva pero' gia' provocato una reazione costernata da parte del ministro degli Esteri polacco, BRadek Sikorski, su Twitter: "la Casa Bianca dovra' scusarsi per questo errore offensivo".
