Monti: "Spread alti per mancanza crescita"
Bruxelles, 31 mag. - (Adnkronos/Ign) - Gli spread alti registrati in questi giorni indicano che l'Italia nonostante "riforme strutturali che costano politicamente e socialmente" è ancora minacciata da enormi possibilità di contagio" a causa di una "complessiva debolezza del sistema". Per questo è "di vitale importanza stimolare la crescita". E' quanto ha detto il premier Mario Monti, intervenendo in teleconferenza al Brussels Economic Forum, dedicata a Tommaso Padoa Schioppa.
Per il presidente del Consiglio il differenziale fra i rendimenti dei titoli italiani e quelli tedeschi, tornati intorno a quota 460 dopo essersi "dimezzati" nei mesi scorsi, "chiaramente sono un indicatore che il rischio contagio c'è ancora e questo a causa della mancanza di una visibile traiettoria verso la crescita", ha sottolineato
Senza misure per la crescita, che lascino intravvedere ai cittadini che "vale la pena" perseguire il rigor, il rischio è che venga meno il sostegno alla disciplina di bilancio, ha ammonito Monti esortando la Germania a "riflettere" su questo aspetto. "Più passano i mesi, con la società italiana sottoposta a forti sforzi di consolidamento fiscale, senza che si vedano i benefici che indicano oggettivamente che vale la pena farli - ha avvertito - più, mese dopo mese, l'opinione pubblica si volterà contro le raccomandazioni europee per la disciplina di bilancio".
"Come devoto europeo - ha ricordato il premier una volta di più - non ho mai detto che le riforme ce le chiede Bruxelles, ma è ovvio che prima o poi ci sarà un contraccolpo sulla disciplina di bilancio che stiamo imponendo". E' per questo che l'Europa "deve accelerare gli sforzi per limitare il contagio e stimolare la crescita", perché, in caso contrario, "si distruggerebbe il sostegno alla disciplina fiscale e credo che Paesi come la Germania dovrebbero realmente riflettere, profondamente e velocemente, su questo aspetto".
Monti nel suo intervento ha anche ribadito la "determinazione" del suo governo a fare "riforme dolorose" dicendosi però "incoraggiato dal giudizio della Commissione Ue su quello che l'Italia ha fatto". Riferendosi alle raccomandazioni specifiche per Paese pubblicate ieri dall'esecutivo di Bruxelles, Monti ha rivendicato come l'Italia "ne esca con una valutazione positiva, specialmente per quanto riguarda le politiche in corso di consolidamento di bilancio e di riforme strutturali". Diverso, invece, il discorso relativo agli squilibri macroeconomici, che "sono seri - ha ammesso il premier - e che sono il risultato di anni e anni di squilibri e che richiederanno tempo" per essere corretti. Ma "molto deve essere ancora fatto", ha aggiunto spiegando che quello attuale è un governo "atipico perché non ha la prospettiva di affrontare gli elettori, dal momento che a fine legislatura sparirà" e dunque "puo' permettersi l'impopolarità, perché non siamo lì per pagare un prezzo politico".
