Il Cairo, 2 giu. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Il Tribunale del Cairo ha condannato l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak all'ergastolo. Per lui l'accusa aveva chiesto la pena di morte. L'ex rais doveva rispondere delle accuse di omicidio plurimo - per aver ordinato di sparare contro i manifestanti pacifici della rivoluzione del 25 gennaio - e di corruzione. Mentre veniva letta la sentenza, l'ex presidente egiziano è rimasto per tutto il tempo immobile. Disteso su una barella, con lo sguardo coperto da occhiali da sole, l'ex rais e' apparso notevolmente dimagrito nelle immagini trasmesse dalla televisione di Stato egiziana e rilanciate dalle maggiori emittenti satellitari. Il Tribunale del Cairo ha condannato al carcere a vita per lo stesso reato anche l'ex ministro degli Interni Habib al-Adly. L'ex presidente egiziano e i suoi figli Alaa e Gamal non sono stati giudicati dal Tribunale penale del Cairo per il reato di abuso di potere in quanto risalgono a oltre dieci anni fa e quindi sono decorsi i tempi della prescrizione. L'avvocato dell'ex presidente egiziano ha annunciato ricorso in Cassazione contro la condanna all'ergastolo. Il procuratore generale del Cairo ha quindi ordinato il trasferimento di Mubarak nel carcere di Tora in quanto le sue condizioni fisiche lo permettono. L'ex presidente egiziano si e' rifiutato fino all'ultimo di lasciare l'elicottero militare che lo ha trasportato al carcere di massima sicurezza. Secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza, sono stati necessari una trenina di minuti per convincere Mubarak a lasciare il veivolo e a entrare nell'ospedale del carcere al sud del Cairo, dove sono detenuti altri esponenti di spicco del deposto regime. Nello stesso carcere si trovano anche i figli dell'ex rais, Alaa e Gamal. La tv di Stato ha riferito che l'ex presidente avrebbe avuto una seria crisi cardiaca mentre era a bordo dell'elicottero. Fino ad oggi, Mubarak era detenuto nel Centro medico internazionale appena fuori dal Cairo, dove alloggiava in una doppia suite di 250 metri l'una. I medici avevano sempre detto che l'ex presidente doveva restare in questa struttura di elite per le sue precarie condizioni di salute, dovute anche dal suo rifiuto a mangiare. I medici avevano anche diagnosticato a Mubarak una severa depressione. Proteste e scontri davanti al tribunale con manifestanrti e familiari delle vittime della Rivoluzione del 25 gennaio che invocavano la pena di morte per l'ex presidente. La polizia e' intervenuta fuori e dentro l'aula per placare le contestazioni nei confronti della Corte che non ha accolto le richieste dell'accusa di condanna alla pena capitale. La folla ha comunque festeggiato con scene di giubilo e gridando 'Dio e' grande' e 'Il sangue dei martiri non e' stato speso invano'. Rabbia e delusione invece per l'assoluzione dei figli dell'ex rais. Per questo prounciamento della Corte si e' assistito anche a scontri in piazza tra i manifestanti, i familiari delle vittime e le forze di polizia. A quel punto sono stati intonati slogan contro la magistratura egiziana per chiedere la sua epurazione. Si e' concluso così dopo 10 mesi e con due ergastoli quelli che da molti e' stato considerato il processo del secolo. Il primo a carico di un capo di Stato caduto per gli effetti della Primavera araba in cui l'imputato era presente in aula. Un procedimento caratterizzato da scontri giudiziari, testimonianze di alto profilo e potenziali capri espiatori. Il processo ha registrato oltre 1.600 testimonianze, in gran parte poliziotti e testimoni oculari della rivolta. I racconti piu' significativi si riferiscono all'incontro tra Adly e un suo stretto collaboratore nel quale il ministro degli Interni avrebbe ordinato di usare piu' forza possibile contro i manifestanti. Altri testimoni riferiscono della distribuzione di armi alla polizia prima che manifestanti fossero uccisi. Poche informazioni sono invece arrivate dalle testimonanze di alto livello, ovvero dal capo del Consiglio supremo delle Forze Armate Hussein Tantawi, del Capo di Stato Maggiore Sami Anan, dell'ex capo dell'Intelligence Omar Suleiman e dell'ex ministro degli Interni Mansour Essawy che spesso hanno dichiarato di non poter rispondere alle domande. L'accusa ha quindi riferito in Tribunale che le istituzioni statali sono state poco collabrative nel fornire informazioni. Il procuratore generale, che ha chiesto la condanna a morte per Mubarak, si e' basato soprattutto sulle testimonianze degli ufficiali piuttosto che su prove concrete che provassero come gli ordini di sparare venissero dall'ex rai's. Per questo la difesa di Mubarak, guidata da Farid al-Deeb, ha sostenuto che le prove contro di lui non sono sufficienti per provare l'accusa. Deeb ha anche sostenuto che Mubarak e' ancora il presidente dell'Egitto e per questo non puo' essere processato. In un'altra occasione Deeb ha detto che siccome Mubarak e' un ex militare deve essere processato in un Tribunale mlitare. Secondo gli esperti legali, la decisione di condannare Mubarak all'ergastolo e' dipeso dalla determinazione del giudice di usare a suo carico le prove di aver ordinato l'uccisione di manifestanti.