Bologna, 7 giu. - (Adnkronos/Ign) - ''Sono qui per dovere e per sensibilità, ma anche per vedere bene e ascoltare il più possibile e ho solo cominciato''. E' quanto ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano arrivato questa mattina in Emilia per stare vicino alla popolazione colpita dal sisma aggiungendo che ieri sera ha firmato il decreto per le zone terremotate "ad occhi chiusi ma guardandolo oggi mi pare proprio che rappresenti una buona risposta" all’emergenza. In Regione a Bologna il capo dello Stato ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni impegnate nell'emergenza e ha ricordato che la sua visita è finalizzata a ''trasmettere a chi decide: il governo che fa le leggi e il parlamento che approva''. Per Napolitano ''è stata colpita al cuore un'area di eccellenze dal punto di vista storico, artistico, culturale e religioso e dal punto di vista del grado di sviluppo economico e sociale, del civismo e della capacità di vita associata. L'obiettivo fondamentale è la salvaguardia di tutto questo -ha aggiunto - e il ristabilimento di queste condizioni e conquiste''. Quindi ha ricordato le vittime suoi luoghi del lavoro. Vittime che ''non sono poche e che hanno pagato con la vita in precise circostanze''. ''Essere schiacciati sotto le mura nel posto in cui si lavora è particolarmente duro, è uno spettacolo che colpisce e che ferisce, è un problema venuto alla luce e dobbiamo affrontare innanzitutto il rischio di un regresso dal punto di vista delle attività produttive'', ha infatti ricordato Napolitano. Per il capo dello Stato è necessario ''un piano di messa in sicurezza nazionale rispetto al rischio sismico. Dicono gli scienziati e i tecnici che c'è molto da rivedere e calibrare per limitare i danni e le vittime e questo bisogna farlo, al di là dell'emergenza che al momento è il nostro pensiero e assillo'', ha aggiunto Napolitano, il quale ha citato anche il problema del dissesto idrogeologico e quello delle alluvioni. Riferendosi al disastro avvenuto alle Cinque Terre, Napolitano ha rimarcato che si tratta di un episodio ''che grida vendetta''. Se infatti, è impossibile impedire un terremoto, diverso è il caso della potenza dell'acqua. ''Si puo' impedire che un paese venga travolto dall'acqua, si puo' prevenire'', ha sottolineato Napolitano precisando che ''è un delitto non farlo e costa caro, molto più caro di quanto sarebbe costato costruire secondo le regole''. Il capo dello Stato si è detto anche preoccupato che alcune aziende possano lasciare questo territorio senza fare ritorno. Secondo Napolitano, infatti, ''bisogna evitare che se ne vadano aziende che non possono riprendere l'attività in un tempo ragionevole''. ''Bisogna darsi da fare perché riprenda -ha rimarcato il capo dello Stato- l'attività nelle condizioni essenziali di sicurezza perché già si era provato a riprendere in qualche caso e si è stati malamenti colpiti, malamente travolti''. Parlando della parte che i territori dovranno fare per concorrere alla ricostruzione Napolitano ha auspicato che "ci sia coesione, responsabilità e slancio''. Il capo dello Stato ha precisato che ovviamente i territori non potranno fare tutto da soli. ''Non potete pensarci da soli, ci dobbiamo pensare insieme'', ha rimarcato sottolineando che la ricostruzione andrà fatta con ''spirito di solidarietà, impegno comune e condiviso, senza scarico di responsabilità o contrapposizioni, ma con una corretta divisione di ruoli e di obiettivi''. Inoltre, secondo Napolitano, ''è importante che non scemi l'attenzione passata la fase incandescente''. ''Spero di tornare non perché la casa brucia -ha concluso- ma per vedere che la casa non brucia più'' A termine dell'incontro istituzionale Napolitano si è recato nelle zone colpite. Prima tappa la città di Mirandola dove al suo arrivo nella tendopoli principale è stato accolto da applausi ma anche da qualche fischio, slogan e qualche cartello. Nel corso del suo intervento, parlando agli abitanti emiliani che vivono fuori dalle loro case, il capo dello Stato si è emozionato più volte fino alle lacrime. "L'applauso vero non lo merito io ma solo voi per quello che avete fatto, per quello che farete", ha detto alla gente terremotata. Quindi ha assicurato che "l'Emilia non sarà dimenticata. e che intende seguire con "grande attenzione" sia la fase dell'emergenza che quella successiva della ricostruzione: "Anch'io posso fare qualcosa per voi. Se qualcuno per caso di distraesse, io posso dargli la sveglia e state certi che lo farò". Napolitano si è detto sicuro che gli emiliani sono gente che hanno fatto della coesione sociale un punto di forza e quindi sapranno "ricostruire insieme" ciè che è stato distrutto : "Voi siete gente forte. Sono sicuro che l'Emilia debba riuscire a rialzarsi in piedi e sono sicuro che si rialzerà".