Siria, Esercito libero denuncia: ''Il regime bombarda con armi chimiche''
Ankara, 8 giu. (Adnkronos/Aki/Ign) - Il capo dell'Esercito siriano libero (Esl), composto da soldati disertori, ha denunciato che sarebbero state utilizzare armi chimiche nei raid compiuti dall'Aviazione delle forze armate fedeli al regime di Bashar al-Assad contro alcune città della Siria.
Intervenendo telefonicamente sulla tv araba 'al-Jazeera' il leader dell'Esl, il colonnello Riad al-Asaad, ha denunciato che "i caccia dell'esercito di Assad hanno colpito nelle scorse ore diverse zone delle province di Daraa, Idlib e Latakia usando armi chimiche".
La denuncia del colonnello Riad al-Asaad non è la prima e non fa che aumentare le preoccupazioni della comunità internazionale circa l'arsenale di armi chimiche nelle mani di Damasco. A denunciare la pericolosità di questo arsenale, costituito anche da sarin e gas mostarda, è stato solo pochi giorni un ex ufficiale dell'esercito siriano, che ha parlato in forma anonima al quotidiano israeliano 'Haaretz'.
"Subito dopo la caduta del regime l'opposizione metterà in sicurezza i depositi di armi chimiche - ha affermato - Oltre a combattere il regime, un nostro gruppo di sta preparando per il caos che seguirà al suo rovesciamento. Nelle prime ore della caduta di Assad, una delle priorità sarà prendere il controllo delle armi chimiche perché non cadano nelle mani dei terroristi". "Sappiamo dove sono i depositi e li metteremo presto in sicurezza", ha assicurato. Non è la prima volta nemmeno che si denuncia l'uso di queste armi contro la popolazione civile. Lo scorso febbraio un disertore siriano ne aveva denunciato l'utilizzo, rivelando che di recente erano state date maschere antigas ai soldati per proteggersi.
Il sottotenente Abdulselam Abdulrezzak, riparato in Turchia, aveva dichiarato al giornale 'Hurriyet' che sostanze chimiche sono state usate contro civili durante l'offensiva delle forze di sicurezza a Bab Amr, a Homs. Egli stesso lavorava in un dipartimento di armi chimiche dell'esercito siriano prima di disertare. Tra le sostanze usate dall'esercito del regime di Assad ci sarebbe il "cloruro di benzile, che danneggia i nervi delle persone e le fa svenire" ha spiegato il sottufficiale.
La Siria è uno dei sette Stati che non fanno parte dell'Opcw, l'organizzazione internazionale per il bando delle armi chimiche, e quindi non esistono notizie indipendenti e verificate sull'arsenale chimico in suo possesso. Il dipartimento di Stato americano sostiene che il programma di armamento va avanti dagli anni Ottanta. Per IHS Jane's, il database militare più ampio e affidabile a disposizione, citato dal Financial Times nei mesi scorsi, "il programma siriano è sospettato di avere prodotto grosse quantità di gas nervini Sarin e VX e di gas mostarda".
Per Leonard Specter, del Monterey Institute of International Studies, citato dalla tv americana Cnn, "la Siria ha uno dei programmi più vasti al mondo, con diversi tipi di agenti chimici, inclusi alcuni gas usati durante la Prima guerra mondiale, come l'iprite (che è un altro nome dato al gas mostarda, un potentissimo agente vescicante) e il fosgene e anche gas più moderni".
Per questo il 25 febbraio scorso il Dipartimento di Stato americano ha sostenuto che "l'inasprirsi della crisi in Siria, con migliaia di morti in quasi un anno di violenze, accresce i timori per l'arsenale di cui dispone il presidente Assad". Ha quindi messo in allerta Iraq, Giordania, Libano e Arabia Saudita riguardo la possibilità che "le armi di distruzione di massa in possesso di Damasco possano uscire dai confini siriani e ha offerto l'aiuto del governo americano per gestire il problema".
