Città del Vaticano, 17 giu. (Adnkronos/Ign) - Questa mattina in occasione dell'Angelus celebrato in piazza San Pietro, Benedetto XVI ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché vengano sempre rispettati i diritti dei rifugiati. ''Ricorre mercoledì prossimo, 20 giugno - ha ricordato il Pontefice - la Giornata mondiale del rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite''. ''Essa vuole attirare l'attenzione della comunità internazionale - ha proseguito Ratzinger - sulle condizioni di tante persone, specialmente famiglie, costrette a fuggire dalle proprie terre, perché minacciate dai conflitti armati e da gravi forme di violenza''. ''Per questi fratelli e sorelle così provati - ha detto Benedetto XVI - assicuro la preghiera e la costante sollecitudine della Santa Sede, mentre auspico che i loro diritti siano sempre rispettati e che possano presto ricongiungersi con i propri cari''. 'Una sola famiglia distrutta dalla guerra è già troppo' è lo slogan dell'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati (Unhcr), coniato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 2012. Giornata che vuole far riflettere anche sulle difficili scelte che si trova a dover fare una persona perseguitata, o che vive in uno scenario di guerra, nel corso della propria vita alla ricerca di protezione e pace. Per l'occasione l'Ufficio Unhcr per mercoledì ha organizzato una conferenza a Roma alle 11 presso la Casa del Cinema, a largo Marcello Mastroianni 1, alla quale parteciperà il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi. La conferenza sarà seguita dalla proiezione dei film 'Terraferma' di Emanuele Crialese, 'Il Volo' di Wim Wenders, 'Mare Chiuso' di Andrea Segre e Stefano Liberti e 'Il Villaggio di cartone' di Ermanno Olmi. Tutti i registi saranno presenti all'evento al quale parteciperà anche Laurens Jolles, delegato dell'Unhcr per il sud Europa, Oliviero Forti, in rappresentanza del Tavolo Nazionale Asilo e Laura Boldrini portavoce dell'Unhcr. Da sottolineare che la sera del 19 giugno il Colosseo verrà illuminato con il logo dell'Unhcr. Scelte difficili e laceranti che nessuno dovrebbe mai trovarsi a dover affrontare perché nessuno sceglie di diventare un rifugiato. E proprio questo l'Unhcr ha voluto sottolineare quest'anno, "i diversi 'dilemmi' - spiega all'Adnkronos il portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati Laura Boldrini - le difficilissime scelte che sono costretti a fare i rifugiati e che condizionano l'intera loro esistenza: da quella se rimanere o fuggire dal paese di origine infiammato dalla guerra o da violenze lasciando la famiglia e perdendo tutto anche la propria identità". "Un ulteriore 'dilemma' - continua Boldrini - viene se si decide di fuggire: come fuggire, affidandosi ai trafficanti, agli 'scafisti' rischiando la vita o scegliendo altre vie ma sempre comunque rischiose. Dilemmi, scelte che invitano a riflettere, a mettersi nei panni dei rifugiati e ricordare anche quando gli italiani lasciavano il Paese in cerca di una nuova vita altrove. Un continuo rimettersi completamente in discussione, un ricominciare da capo dal nulla, dato che la persona che cerca rifugio non conosce la lingua del paese, non conosce il sistema del paese dove sbarca". "Il peso ricade tutto su loro stessi - prosegue Boldrini - e in Italia c'è ancora molto lavoro da fare per un'integrazione reale dei rifugiati, poiché nonostante sulla carta i diritti, tranne quello di votare, siano riconosciuti nella pratica non è proprio così: quando un comune non accetta la domanda di residenza di un rifugiato a questi viene impedito di lavorare, viene impedito di mandare i figli a scuola o di avere la tessera sanitaria, in poche parole viene impedito di ricostruirsi una vita". La portavoce dell'Unhcr spiega inoltre che "la giornata mondiale del rifugiato è stata voluta dall'assemblea generale dell'Onu proprio per focalizzare l'attenzione sulla condizione dei rifugiati. Per l'Unhcr è un occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica globale su questo tema. Quest'anno oltre ai 'dilemmi' si è voluto porre l'attenzione anche sulla famiglia perché le guerre e le violenze separano milioni di persone dai loro cari ed è un peso enorme nella vita di chi fugge, un'ulteriore difficilissima scelta".