Città del Vaticano, 21 giu. (Adnkronos) - Benedetto XVI ha chiesto oggi alla comunità internazionale di intervenire per fermare lo spargimento di sangue e le violenze in Siria. Il Papa ha infatti ricevuto in udienza nella Sala Clementina del Palazzo apostolico in Vaticano i partecipanti all'assemblea della Roaco, la Riunione delle opere in aiuto alle chiese orientali. Fra i presenti anche il Nunzio apostolico, monsignor Mario Zenari, al quale il Papa, fra gli altri, si è rivolto esplicitamente e ha anzi tratto spunto dalla sua presenza per parlare a lungo della situazione siriana. L'incontro con i rappresentanti della Roaco, ha detto Benedetto XVI, ''è un'occasione per riaffermare la mia vicinanza alle grandi sofferenze dei fratelli e delle sorelle della Siria, in particolare dei piccoli innocenti e dei più deboli''. ''Che la nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra fraternità concreta in Cristo - ha aggiunto il Papa - come olio di consolazione, li aiuti a non perdere la luce della speranza in questi momenti di oscurità e ottenga da Dio la saggezza di cuore per chi ha una responsabilità, in modo che cessi ogni spargimento di sangue e ogni violenza che produce solamente dolore e morte, e lasci spazio alla riconciliazione, alla concordia alla pace''. Quindi Benedetto XVI si è rivolto alla comunità internazionale: ''Che non sia risparmiato alcuno sforzo, anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall'attuale situazione di violenza e di crisi, che dura già da molto tempo e rischia di trasformarsi in un conflitto generalizzato che avrebbe delle conseguenze fortemente negative per i Paesi e per tutta la regione''. ''Elevo un pressante e doloroso appello - ha affermato ancora il Pontefice - affinché di fronte ai bisogni estremi della popolazione, sia garantita la necessaria assistenza umanitaria, alle tante persone che hanno dovuto lasciare le proprie case, alcuni rifugiandosi nei Paesi vicini: il valore della vita umana è un bene prezioso da salvaguardare sempre''. Nel corso dell'udienza concessa alla Roaco, Benedetto XVI ha inoltre confermato il suo prossimo viaggio in Libano previsto per la metà di settembre. ''L'intercessione della santissima madre di Dio - ha detto il Papa - accompagni sempre le Chiese Orientali in madrepatria e nella diaspora, portando ovunque incoraggiamento e speranza per un rinnovato servizio al Vangelo''. ''Sia Lei - ha aggiunto - a vegliare anche sul prossimo viaggio che - a Dio piacendo - compirò in Libano per porre il sigillo sull'Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi''. ''Desidero fin d'ora - ha proseguito il Papa - anticipare alla Chiesa e alla Nazione libanesi il mio abbraccio di padre e di fratello, mentre di cuore imparto sulle vostre organizzazioni, sui presenti e sulle persone che vi sono care, come pure sulle comunità a voi affidate, la mia affettuosa benedizione apostolica''. Il Pontefice si è soffermato anche sulla crisi economica. ''L'odierna congiuntura economico-sociale - ha affermato Ratzinger - così delicata per la dimensione globale che ha assunto, non sembra dare respiro alle aree del mondo economicamente evolute e in misura ancor più preoccupante si riversa su quelle più svantaggiate, penalizzandone seriamente il presente ed il futuro''. ''L'Oriente - ha aggiunto - madrepatria di antiche tradizioni cristiane, è interessato in modo particolare da tale processo, che genera insicurezza e instabilità anche a livello ecclesiale e in campo ecumenico e interreligioso''. ''Si tratta di fattori - ha spiegato il Papa - che alimentano le endemiche ferite della storia e contribuiscono a rendere più fragili il dialogo, la pace e la convivenza tra i popoli, come pure il rispetto autentico dei diritti umani, specialmente quello alla libertà religiosa personale e comunitaria. Tale diritto va garantito nella sua professione pubblica e non solo in termini culturali, ma anche pastorali, educativi, assistenziali e sociali, tutti aspetti indispensabili al suo effettivo esercizio''.