Roma, 23 giu. - (Adnkronos) - C'è chi non si accontenta di tornare a casa dal suo soggiorno a Roma con una miniatura del Colosseo o di Fontana di Trevi. Qualche turista negli ultimi tempi ha pensato di portarsi a casa un pezzo (in senso letterale) della Città Eterna: un sampietrino, o una pietra del Colosseo o, addirittura, un pezzetto di un mosaico datato tra il I e il II secolo Avanti Cristo. E' questa l'ultima moda, scoperta dalla Polizia di Frontiera dello scalo aereo di Roma-Fiumicino, tra i viaggiatori stranieri che ogni giorno affollano la Capitale: trafugare reperti archeologici nelle strade e nelle aree archeologiche di Roma, come fossero semplici souvenir. I pesanti blocchetti di leucitite, la roccia eruttiva tipica delle zone vulcaniche laziali, storicamente utilizzati per la realizzazione del lastricato stradale di vie e piazze romane, sono da qualche tempo tra gli oggetti che gli agenti della Polizia di Frontiera, sequestrano ai turisti che ritornano nei loro paesi di origine. "Sono turisti che provengono per la maggior parte dal Nord Europa", dice all'Adnkronos Antonio Del Greco, dirigente della Polizia di Frontiera di Fiumicino. "E non è semplice trovarli perché il metal detector rileva solo il metallo. Quindi dall'immagine noi vediamo una macchia scura che ci insospettisce e procediamo al controllo. Non si tratta di ladri professionisti, quindi, scoperti, sono molto imbarazzati", dice ancora Del Greco. Per tutti i passeggeri che vengono trovati in possesso di questi oggetti, scatta una denuncia per furto in stato di libertà (10 negli ultimi 6 mesi). I sampietrini e gli altri reperti trafugati vengono invece restituiti agli enti competenti.