Gay Pride Roma, un lungo serpentone sulle note dei Queen: "Siamo in 150 mila"
Roma, 23 giu. (Adnkronos/Ign) - E' partito da Piazza della Repubblica, aperto dallo striscione 'Vogliamo tutto' ('I want it all' dei Queen è l'inno ufficiale), il corteo del Gay Pride romano. Un fiume di persone sta adesso sfilando all'altezza del Circo Massimo in direzione di piazza della Bocca della Verità, dove si concluderà la manifestazione dell'orgoglio omosessuale. "La cifra adesso è ufficiale: siamo 150.000", dice, con una certa enfasi, lo speaker del carro in testa al corteo. E l'annuncio viene accolto con un boato dalla folla che marcia tra techno, hiphop, house, Queen e gli inevitabili Village People.
Il lungo serpentone è composto da 15 tir (30 in tutto le sigle dell'attivismo omosessuale presenti). Primo fra tutti è il camion replica, con tutta evidenza, di quello usato per le riprese di 'Priscilla la regina del deserto', il film-icona che narrava le esilaranti avventure di un gruppo di travestiti in Australia. A chiudere il carro dei giovani dell'Italia dei Valori, l'unico partito presente oggi.
Ma c'è anche la democratica Paola Concia, 'paladina' dei diritti gay in Parlamento. Una presenza che lei stessa annuncia in un tweet: "Mentre sono in corso il 'Big Bang' con Renzi e i 'Circoli Pd' con Bersani io vado al 'RomaPride2012': un giorno verranno pure loro? Un tuffo nella vita".
Intanto, prima della partenza del corteo sono stati rimossi i manifesti affissi ieri notte dagli aderenti a Militia Christi, che ritraevano Giovanni Paolo II e recavano la scritta "No a Roma capitale dell'orgoglio omosessuale". Chiedendo al Comune la rimozione immediata (come poi è avvenuto), il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo e il presidente di Arcigay Roma in una nota hanno commentato: "Da Militia Christi viene la solita propaganda omofoba. Se non ci fossero lesbiche, gay e trans e i Pride Militia Christi non saprebbe che fare".
