Roma, 5 lug. (Adnkronos) - La crisi taglia i consumi e cambia il menu degli italiani che hanno già attuato la spending review a tavola dove portano più pasta (+3%) e meno bistecche (-6 %), con una flessione media dei consumi alimentari in quantità stimata pari all'1,5%. E' quanto emerge nel rapporto della Coldiretti su 'La crisi cambia la spesa e le vacanze degli italiani', illustrato dal presidente Sergio Marini sulla base dei dati relativi ai primi cinque mesi del 2012 elaborati da Coop Italia per l'Assemblea Nazionale della Coldiretti, in occasione della divulgazione dei dati Istat sui consumi delle famiglie. "Ad essere ridotti in quantità - sottolinea la Coldiretti - sono anche gli acquisti di pesce (-3%) e ortofrutta (-3%), mentre salgono quelli di pane (+3 %) e leggermente di carne di pollo (+1%)". Se ben il 43% degli italiani ha ridotto rispetto al passato la frequenza dei negozi tradizionali, una percentuale del 29% ha invece aumentato quella nei discount, mentre il 57 % ha mantenuto stabili i propri acquisti nei supermercati secondo l'indagine Coldiretti/Swg. "Il fenomeno di riduzione significativa dei negozi tradizionali determina anche evidenti effetti negativi legati alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell'intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale dei centri urbani", ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. La crisi cambia anche le abitudini degli italiani che dicono addio alla tradizionale colazione al bar e scelgono di farla a casa aumentando gli acquisti di caffé macinato (+1%), latte (+2%), biscotti (+3%) con il miele che cresce del 4% e le fette biscottate addirittura del 5%. Un'abitudine che - sottolinea la Coldiretti - riguarda anche i pranzi e le cene sempre più spesso preparate in casa e che fa crescere i consumi di olio di oliva (+7%), ma anche di vini tipici (+6%) a conferma della tendenza a trascorrere più spesso momenti conviviali a casa.