Tagli, scontro Monti-Squinzi: "Critiche fanno salire lo spread"
Roma, 8 lug. (Adnkronos/Ign) - "Dichiarazioni di questo tipo fanno aumentare lo spread, i tassi di interesse e incidono non solo sul debito pubblico ma anche sulle imprese". Il giorno dopo le critiche espresse dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ai tagli decisi dal governo, arriva la replica del premier Mario Monti.
"Invito a considerare che dichiarazioni di questo tipo da parte di figure istituzionali e personaggi, ritenuti responsabili, hanno effetti molto negativi nei mercati e nelle valutazioni delle organizzazioni internazionali", spiega. "Quindi - aggiunge - suggerirei di fare piu' attenzione non tanto per riguardo al governo, che evidentemente non lo merita sulle basi di cio' che viene detto, ma per le imprese. Mi permetto come esponente del governo che non si faccia il danno delle imprese". ''E poi - aggiunge Monti - avevo capito che le forze produttive migliori desiderassero il contenimento del disavanzo pubblico e che obiettassero a manovre fatte in passato molto basate sull'aumento delle tasse, e che era ora di incidere su spesa pubblica e strutture dello Stato. Ma evidentemente avevo capito male''
Monti ha replicato così alle parole di Squinzi intervenendo al Circle des economistes ad Aix en Provence, dove ha incontrato ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici. Durante l'incontro è stato confermato il prossimo Eurogruppo, dopo quello di domani, in programma per il 20 luglio.
Oggi nel suo intervento Monti ha lanciato un monito. In Europa ''a differenza della fase precedente dove c'era una integrazione economica reale ''all'interno dei paesi emergono divergenze'' che riportano ''in auge vecchi pregiudizi pericolosi che rischiano di minare la tendenza questa integrazione''.
Il premier ha messo in guardia sulle difficolta' dell'Europa a gestire ''le differenze di credito e di debito. Se dobbiamo arrivare a una creditocrazia, sarebbe poi molto difficile costruire la governance dell'Europa''.
Quanto poi al nostro Paese, "è curioso che l'Italia sia considerata dai colleghi del Nord come un Paese debitore anche se non ha richiesto mai aiuti. E, anzi abbiamo contribuito come gli altri, ovvero in proporzione alla grandezza, al sostegno di Grecia, Irlanda, Portogallo e ora Spagna''.
''Sono un po' incerto sul fatto di perseguire un'integrazione economica e politica basata solo sull'Eurozona - ha sottolineato ancora Monti parlando al 'Circle des economistes' ad Aix en Provence -. So che questa in Francia e' la visione piu' diffusa, ma io ho un po' di remore su questo. Sarebbe meglio non isolarci troppo dal resto dei paesi dell'Unione che non fanno parte dell'eurozona''.
Il presidente del Consiglio si dice "moderatamente ottimista, anche se stiamo attraversando una grande crisi''. Monti guarda agli anni dal 1995 a oggi e sottolinea: ''Vediamo che l'Europa ha costruito una grande integrazione, un mercato e regole comuni e persino una costituzione. Gli stati Uniti quanto ci hanno messo?''.
''Concludo dicendo che proprio perche' ci sono, almeno temporaneamente, delle differenze tra i vari Paesi nelle decisioni comuni, sia importante che il Paese che in questo momento storico ha un grande ruolo nella determinazione delle poltiche, cioe' la Germania, dovrebbe essere anche il Paese, come lo e' stato nella storia, che rimanga ancora piu' ancorato ad una visione piu' chiara e ordinata".
Il Professore conclude quindi il suo intervento strappando una risata della platea. "Sarei onorato di poter commentare sui problemi e i dubbi che sono emersi dal Consiglio europeo piu' recente, ma purtroppo non c'e' tempo...''.
