Visco: ''Italia ancora in recessione avanti su rigore conti e riforme''
Roma, 11 lug. (Adnkronos) - "L'economia italiana è in recessione. Secondo le previsioni di consenso, nella media di quest'anno il prodotto in Italia diminuerebbe di poco meno di 2 punti percentuali". Lo afferma il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che, alla 52esima assemblea dell'Abi, spiega che quanto a previsioni sul Pil "le analisi e le prospettive della Banca d'Italia sono in via di definizione, usciranno la prossima settimana, ma non sono molto distanti".
Il governatore indica che "al peggioramento dello scenario concorrono l'aumento del costo e il deterioramento della disponibilità di credito indotti dalla crisi del debito sovrano".
L'Italia "deve proseguire nell'azione intrapresa sul duplice fronte della finanza pubblica e delle riforme strutturali - continua -; essere pronta a cogliere l'opportunità che sarà fornita dalla stabilizzazione delle condizioni dei mercati finanziari".
Una "rottura dell'unione monetaria è una ipotesi remota che sta però condizionando le scelte degli investitori istituzionali", nota il Governatore della Banca d'Italia. E anche "la differenza tra i rendimenti dei titoli pubblici italiani e tedeschi è di gran lunga superiore a quanto sarebbe giustificato dai fondamentali della nostra economia", aggiunge.
"Dobbiamo continuare a rafforzare la costruzione europea - sottolinea -, farla evolvere in una vera federazione, porre le basi di un'unione fiscale in cui le sovranità nazionali si arrestino lì dove inizia la condivisione di risorse e responsabilità".
"La moneta comune può essere fonte duratura di stabilità e di progresso solo se viene fatta poggiare su quelle basi", dice sottolineando come per questo sia "necessario un sistema di supervisione bancaria unitario", "solidale e indipendente" e le cui decisioni siano prese "collettivamente e attuate a livello appropriato, fondandosi sull'esperienza e sulle professionalità delle autorità di vigilanza nazionali".
Il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, dal palco dell'assemblea degli associati, sottolinea:"Oggi il rischio Paese, e quindi lo spread, rappresenta il primo problema". Perché "spread alto significa meno credito, credito più caro e in definitiva meno crescita". Lo spread, ricorda, "è frutto di errori passati e di speculazione. Lo spread si combatte con rigore, crescita e cooperazione".
Nell'analisi del numero uno di Palazzo Altieri, "il rigore di bilancio è conditio sine qua non", perché "non esiste un modello di crescita basato sul debito". Per questo, prosegue, "l'Italia non deve deflettere dalla severa azione di risanamento, ma la sostenibilità dipende dalla crescita".
Il presidente dell'Abi promuove il governo Monti e lo esorta ad andare avanti, con convinzione: "Ha fatto molto, in condizioni difficili, ma molto vi è ancora da fare: la sua spinta propulsiva deve aumentare".
"I molti mesi che ci separano dalla fine naturale della legislatura sono importanti per completare il disegno riformatore e rimediare alle inevitabili parzialità esistenti", evidenzia. Mussari è convinto che "le riforme in campo sono quelle giuste; vanno peraltro rafforzate: la lotta alla cattiva burocrazia è una efficace leva di sviluppo. La lotta alla corruzione, in ogni sua forma, è decisiva per le sorti del Paese".
"La pressione fiscale ha raggiunto livelli insostenibili per imprese e famiglie. E' ora di una riforma fiscale", dice il presidente Abi, che chiede "un percorso veloce" per la delega in Parlamento. "Non una riforma epocale ma tasselli fondamentali" per rilanciare la competitività.
Riguardo al decreto sulla spending review approvato nei giorni scorsi dal governo, osserva: "Crediamo che analizzare nel profondo la qualità della spesa, per potarne i rami improduttivi e dirigerla verso funzioni capaci di incrementare il potenziale di crescita e sostenerne la sua natura socialmente inclusiva, debba divenire prassi continuativa per ogni amministrazione pubblica".
Parlando della riforma del lavoro, per Mussari è ''necessaria e condivisibile nei suoi obiettivi, deve essere considerata un cantiere aperto affinché possa produrre i risultati attesi".
Le banche italiane "sono vittime della crisi", evidenzia poi, ma sono anche "un elemento solido in un Paese solido, una vitale risorsa per la necessaria ripartenza".
"La sintesi del nostro prossimo agire - afferma - la rubo, modificandola un po', al dottor Beppe Severgnini: vogliamo smentire chi ci sottovaluta o ci denigra e non intendiamo deludere chi ci stima e chi ci vuole bene. Mi sembra un bel programma - conclude - per le banche e per il nostro Paese".
