Damasco, 15 lug. (Adnkronos/Ign) - Non si arresta la violenza in Siria. All'indomani dell'arrivo degli osservatori Onu a Tremseh, teatro del nuovo massacro avvenuto giovedì scorso, è di altri 8 morti il bilancio degli attacchi avvenuti oggi da parte delle forze fedeli al presidente Bashar Al Assad. Secondo quanto riportato dall'Osservatorio per i diritti umani in Siria 4 civili sono morti nei bombardamenti di artiglieria contro la città orientale di Deir al-Zour, dove scontri tra forze governative e ribelli proseguono in diversi quartieri. Due invece le persone rimaste uccise sotto un bombardamento lealista a Homs, mentre altre due vittime sono state segnalate dopo l'attacco delle forze di Assad contro il villaggio di Qalat Mudiq nella vicina provincia di Hama. Violenti combattimenti sono stati inoltre segnalati ieri sera a una trentina di chilometri a ovest della città di Aleppo, nel nord del Paese, vicino al confine con la Turchia. Secondo i ribelli l'artiglieria del regime, dislocata a Urm Assughra, a una decina di km di distanza, ha bombardato per ore i villaggi di Aljineh, Ibbin e Zardana. Sono state udite esplosioni e raffiche, ma non è ancora possibile avere una stima delle vittime. Sempre ieri almeno 88 persone, la metà dei quali civili, sono rimaste uccise, in un attacco dell'esercito nella provincia di Deraa dove, secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione, le forze del regime ha preso d'assalto con mezzi corazzati il villaggio di Khirbet Ghazaleh. Intanto, secondo quanto riscontrato dagli ispettori Onu, l'attacco di Tremseh "ha preso di mira gruppi e abitazioni specifiche" di ribelli, che sono stati "sopraffatti perchè armati solo di armi leggere contro forze superiori". "C'erano tracce e schizzi di sangue nelle stanze di molte case, oltre che bossoli", si legge in un comunicato degli ispettori, secondo i quali "il numero delle vittime è tuttora incerto". Gli ispettori hanno anche rilevato che "sono stati impiegati numerosi tipi di arma, fra cui artiglieria, mortai e armi leggere". Damasco continua a negare ogni responsabilità definendo quanto accaduto solo degli scontri tra truppe siriane e gruppi armati. Il ministro degli esteri siriano ha inoltre sostenuto che le vittime sono state 39 (37 ribelli e due civili) e che nell'operazione a Tremseh non si è fatto uso di artiglieria, carri armati ed elicotteri come sostenuto dall'inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba in Siria Kofi Annan. Proprio Annan martedì incontrerà il presidente russo Vladimir Putin a Mosca per discutere della crisi. Lo ha annunciato oggi il Cremlino.