Siria, attacco al cuore dello Stato: decapitati i vertici della sicurezza del regime
Damasco, 18 lug. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Attacco al cuore del regime in Siria. Questa mattina un attacco sferrato contro la sede della sicurezza nazionale a Damasco ha ucciso il ministro della Difesa siriano, generale Dawood Rajha e il suo vice, Asif Shawkat, capo dei servizi segreti militari e cognato del presidente siriano Bashar al-Assad.
Tra le vittime, secondo fonti della tv araba 'al-Jazeera', ci sarebbe anche il ministro dell'Interno, generale Mohammad Ibrahim Shaar, deceduto in seguito alle ferite riportate, e il colonnello Hasan al-Turkmani, presidente del Comitato di crisi del regime siriano e consigliere militare di Assad. In precedenza la tv di stato siriana aveva annunciato che Shaar era rimasto ferito, ma si trovava in condizioni stabili.
L'attentato è stato sferrato nel quartiere di al-Rawda, nella periferia della capitale siriana, mentre all'interno dell'edificio che si trova a circa un chilometro di distanza dal palazzo del presidente Assad, era in corso una riunione di ministri e alti ufficiali dell'esercito. Diversi i feriti, molti in gravi condizioni. Tra di essi anche alcuni esponenti del governo e alti ufficiali dell'esercito presenti al summit e portati all'ospedale Shami, successivamente circondato dalla Guardia repubblicana.
Due le rivendicazioni dell'attentato. La prima è arrivata sul web da diversi attivisti dell'Esercito siriano libero, che riunisce disertori e oppositori armati, schierati contro il regime siriano. La seconda è del gruppo islamico Brigata dell'Islam, che sulla sua pagina Facebook sostiene che l'attentato è stato eseguito da uomini del suo battaglione 'Brigata dell'Islam'.
La tv di stato di Damasco, citando fonti della sicurezza, ha affermato che ad eseguire l'"attentato kamikaze" è stata una guardia del corpo che lavora per l'entourage del presidente Bashar al-Assad. Fonti dell'opposizione avevano parlato invece di un attentato eseguito con un ordigno piazzato all'interno dell'ufficio dove era in corso una riunione dei vertici della sicurezza fedeli al regime siriano.
Qualche ora dopo una forte esplosione ha interessato una caserma dell'esercito siriano a Damasco. Secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Jazeera' è stata colpita la sede del quarto battaglione dell'esercito. Il ministro dell'Informazione siriano, Omran Zoebi, ha però smentito la notizia.
Intanto le truppe fedeli al regime siriano di Bashar al-Assad si sarebbero ritirate dal quartiere di Midan, nella periferia di Damasco, dove da giorni combattono con le milizie dell'opposizione. Lo ha annunciato Abu Bakr, capo della brigata Abu Omar che fa capo all'Esercito siriano libero, alla tv satellitare 'al-Arabiya'. I soldati di Assad avrebbero anche abbandonato in strada alcuni mezzi militari.
