Sicilia, Lombardo: "Sei mld nostro debito. Chiederò a Monti atti su rischi default"
Palermo, 20 lug.- (Adnkronos/Ign) - "Ci sono delle criticità, nessuno lo nega, ma il nostro debito è di circa 6 miliardi e pesa su un bilancio di 27 mld e, per il 7%, sul nostro modesto pil regionale. Contro un debito dello Stato del 120%". Così il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, parlando all'Ars sullo stato dei conti nell'Isola dopo la lettera ricevuta nei giorni scorsi dal presidente del consiglio Mario Monti in cui il premier chiedeva al Governatore la conferma delle sue dimissioni previste per il prossimo 31 luglio. "Il 50% del debito - dice ancora il Governatore - è legato alla necessità di onorare il piano di rientro della spesa sanitaria, 2 mld 640 mln di euro circa. Per il debito accantoniamo automaticamente, per ogni euro che entra, la quota che serve a servizio del debito, per onorare l'impegno del mutuo contratto e gli stipendi dei regionali".
Lombardo ammette che c'è "un'obiettiva crisi di liquidità nei conti della Regione" ma "non riguarda l'erogazione degli stipendi". Nella Sala d'Ercole, dove si tiene l'assemblea regionale siciliana, il Governatore si difende dagli attacchi: "Chi parla di assunzioni e di spese clientelari dice il falso. Intanto - aggiunge - gli oltre 22 mila dipendenti li abbiamo trovati e ora sono circa 18.000 in realtà, e parlerò anche di questo con il premier Monti". Lombardo, infatti, incontrerà il premier "in seguito alle sue perplessità - dice all'Ars - su alcune criticità sui nostri conti che gli erano state segnalate". Poi il Governatore vuole chiedere un incontro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L'incontro con Monti è previsto martedì quando Lombardo, sottolinea, chiederà al premier "copia di questi atti che secondo lui causerebbero il rischio default. Se li avessimo avuti prima la nostra risposta sarebbe stata più puntuale - precisa il Governatore -. Un mese fa avevamo incontrato il minsitro Grilli per riferire la condizione dei nostri conti, perché ritenevamo opportuno un confronto e già da allora avevamo auspicato una collaborazione tra noi e il govenro nazionale".
Respingendo le critiche, a sua difesa dice ancora: "Siamo quelli che hanno dato di più per fronteggiare certe emergenze come quella emialiana con il terremoto. Mentre siamo quelli che hanno avuto di meno per le nostre emergenze come quella di Giampillieri, quindi chiedo a certi colleghi di astenersi da certi giudizi".
